La legalizzazione delle droghe leggere è un buon affare per lo Stato

legalizzazione droghe leggere

La proposta di 218 parlamentari per legalizzare cannabis ha suscitato un vasto dibattito tra politici ed esperti sul tema.

Recenti ricerche evidenziano che tale provvedimento determinerebbe benefici netti consistenti per le casse dello Stato. Aggiungiamo qualche dato in più al modello logico già presentato su LaVoce.info tenendo conto dell’esperienza del Colorado e dell’introduzione nel Pil del calcolo dell’economia illegale da parte dell’Istat.

In riferimento al Colorado, dove una regolamentazione simile a quella proposta dall’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis è stata introdotta nel gennaio 2014, la legalizzazione delle droghe leggere non mostra aumenti significativi nei costi sanitari. In compenso il Dipartimento di polizia di Denver ha certificato nel 2014, per la prima volta dal 2009, una riduzione di furti in totale del 3% e furti con scasso (-10%).

Crimes against property in the city and county of denver
Larceny (furto) Burglary (furto con scasso) Totale furti Var%
2009 Gennaio-Dicembre 5338 4928 10266 _
2010 Gennaio-Dicembre 5849 4643 10492 2,20 
2011 Gennaio-Dicembre 6319 4963 11282 7,53 
2012 Gennaio-Dicembre 7497 5274 12771 13,20 
2013 Gennaio-Dicembre 7948 5094 13042 2,12 
2014 Gennaio-Dicembre 8045 4594 12639 -3,09 
2014 Gennaio-Giugno 4.497 2.299 6796
2015 Gennaio-Giugno 4.109 2.206 6315 -7,08 
Reported offenses using nibrs definitions in the city and county of denver

Inoltre, una società di brokeraggio, la Convergex di New York, ha monitorato il mercato della marijuana in Colorado per studiarne l’andamento dei prezzi. Se per un’oncia di sostanza nel 2014 si pagavano 300-400 $ (10,6-14,11 $ al grammo), con l’espansione della concorrenza, e finito l’effetto novità, il prezzo medio si è ridotto nel 2015 a 250-300$ l’oncia (8,81-10,6$ al grammo). Nonostante questo si stima per il 2015 una crescita del fatturato del 50%. La tassazione è composta dalle accise al 15% (pagate dai produttori), più 2,9% di tasse statali, più l’IVA al 10%, ma si prevede di ridurla all’8% nel 2017 per contrastare il mercato nero. A queste si aggiungono le tasse locali che variano da città a città (a Denver, ad es. è  del 3,5%).

In riferimento alla seconda novità, i benefici fiscali, vanno distinti tre aspetti.

1) L’Istat per l’anno 2011 calcola in 10,5 miliardi il nuovo Pil derivante dal traffico di stupefacenti. Questa modifica contabile ha una ricaduta positiva per i conti pubblici, poiché, aumentando il Pil, riduce il rapporto deficit/Pil e consente qualche spesa in più mantenendosi dentro i limiti del fiscal compact.

2) I benefici indiretti li segnala l’ultima Relazione della DNA (pag. 354-355) nella quale si dichiara che se si vuole reprimere più efficacemente il traffico di droghe pesanti (eroina e cocaina) o impiegare più risorse in altri reati, e ridurre contemporaneamente la liquidità delle organizzazioni criminali, va ipotizzata una regolamentazione delle droghe leggere. Segmentando così i due mercati delle droghe pesanti e leggere: queste ultime, come riportato di seguito, rappresentano oltre il 50% del mercato degli stupefacenti.

3) Il terzo aspetto riguarda i vantaggi fiscali diretti della legalizzazione. Che possiamo stimare considerandoli somma di due componenti: a) la riduzione di spesa sostenuta per l’applicazione della normativa proibizionista; b) le imposte riscosse sulle vendite.

La spesa per la repressione, utilizzando i dati dell’anno 2011 (gli ultimi disponibili), è rappresentata dal costo dei detenuti per traffico di stupefacenti (il 37% del totale),  stimabile in poco più di un miliardo di euro (Tab. 1); e dalle risorse impiegate per reprimere il fenomeno da parte di forze dell’ordine e magistratura.
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Queste seconde possono ricavarsi dai denunciati per traffico o possesso di stupefacenti sul totale dei delitti denunciati all’autorità giudiziaria. Tale percentuale è molto bassa (1,23%) sul totale dei delitti denunciati (oltre il 50% sono furti), pertanto è verosimile che il risparmio sulle spese per la repressione del fenomeno possa risultare sottostimato. Sui 37,13 miliardi di euro spesi complessivamente per forze dell’ordine e magistratura, applicando questa percentuale, la spesa per i reati di traffico di stupefacenti è stimabile in 457,4 milioni di euro (Tab. 2).
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Sommando le due spese, otteniamo la stima del costo sostenuto per l’applicazione della normativa proibizionista: circa 1,5 miliardi di euro l’anno.

Le imposte sulle vendite, ipotizzando un’aliquota simile a quella applicata per i tabacchi, circa il 75% del prezzo di vendita, le ricaviamo dalla stima dei consumi delle tre principali droghe (cannabis, eroina e cocaina – secondo le rilevazioni dello Studio Aqua Drugs sui residui di sostanze nelle acque dei depuratori) moltiplicata per il relativo prezzo di mercato (ipotizziamo tre stime: alta, media, bassa).
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Da questo imponibile, applicando l’imposta del 75%, ricaviamo le stime alta, media e bassa del gettito fiscale per lo Stato.
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Sommando spesa sostenuta per l’applicazione della normativa proibizionista e imposte sulle vendite, e concentrandoci solo sul mercato delle droghe leggere, i cui soggetti denunciati per traffico di cannabis all’autorità giudiziaria nel 2011 rappresentavano il 37,3% del totale (Relazione Al Parlamento Sulle Tossicodipendenze 2012 – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga), avremo (tab. 5):
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In conclusione, la stima dei benefici fiscali della legalizzazione delle droghe leggere in Italia, calcolata per l’anno 2011, varia dagli 8,5 ai 5,8 miliardi di euro, dei quali 574,7 mila euro di mancati risparmi di spesa per la repressione del fenomeno (verosimilmente sottostimati) e 5,3 – 7,9 miliardi di mancato gettito fiscale. Tale calcolo può variare per eccesso se si considera la possibilità di coltivare in proprio la cannabis (autocoltivazione e cannabis social club), o per difetto se ti tiene in considerazione il possibile indotto di questo nuovo mercato (produzioni agricole, dolciarie, tessili, medicali). In entrambi i casi, comunque, un buon affare per i conti pubblici.

(Fonte: Piero David, ricercatore di economia applicata dell’Università di Messina)


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+