La Hit Parade delle carceri Italiane

L'Espresso

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Carceri fatiscenti, e carceri a cinque stelle. Celle minuscole e umide. E isole senza sbarre.

In questa inchiesta il settimanale l’Espresso ha cercato di districassi fra le oltre 200 carceri italiane e ha stilato una classifica degli istituti: i peggiori e i migliori (in verità i meno peggio).

Marassi a 5 sbarre

In una guida ai penitenziari da evitare, un posto d’onore lo occupa il Marassi di Genova, ottocentesco per concezione e atmosfera (di pochi giorni fa’ un caso di tubercolosi). Nelle statistiche 2011 della Uil Penitenziari la struttura spicca in tutte le categorie: personale aggredito, autolesionismo, scioperi della fame, suicidi e tentati suicidi. Gli ultimi due a metà gennaio, fermati due agenti, in carenza di organico del 30%. Che devono tenere a bada 800 detenuti, stipati in uno spazio che può tenerne poco più della metà.

Fuga dalla Regina – il carcere di Regina Coeli

E’ recente l’acrobatica fuga di due rapinatori dall’ex convento seicentesco di Regina Coeli, una delle galere più affollate, con 1.200 detenuti contro i 700 regolamentati. Sbarre segate e le lenzuola annodate per sfuggire a quello che i detenuti descrivono a Radiocarcere come un inferno: “Nelle nostre  celle si sta in dieci. Ammucchiamo i vestiti sotto le brande o dentro i sacchi dell’immondizia, non abbiamo sapone ne detersivi, e per pulire usiamo gli indumenti come stracci.

Nel girone di Aversa

Quello di Aversa e’ un ospedale psichiatrico giudiziario. I dati Uil riportano, nel solo 2011, tre suicidi e 23 agenti feriti (record italiano). Celle in condizioni pessime, letti arrugginiti, finestre divelte e nel bagno una bottiglia fa tappo contro i ratti. Pareti, pavimenti, soffitti scrostati, macchie di umido, armadietti vetusti. Ovunque cumuli di sporcizia, residui alimentari e un pungente tanfo di urina.

Le sardine di Piazza Lanza

Il Piazza Lanza di Catania e’ uno dei penitenziari più saturi d’Italia con 569 detenuti contro 155 posti letto. Vito Pirrone, penalista catanese, descrive un luogo soffocante: “Le celle che ho visitato sono al massimo 4 metri per 4, con 10 anche 14 detenuti. Nel 2010 non c’erano materassi, così per dormire si usavano i tavoli”. Al Nicito, il reparto di isolamento, la “a bocca di lupo” e’ a 4 metri, mentre la “stanza” e’ un rettangolo 2 per 3, con gabinetto alla turca senza areazione.

Modello Bollate

A Bollate, vicino a Milano, gli oltre 1.100 detenuti non se la passano male. Le celle sono aperte per tutta la giornata, con cucina, frigo e tv. I corridoi sono abbelliti dalle piante del vivaio interno. Con il miracolo fatto da Lucia Casellano, direttrice fino allo scorso anno: far lavorare più della meta dei reclusi. C’è l’artigiano, il pellettiere ma anche un capannone gestito da un’azienda che ripara i telefonini. Così, un detenuto ha più chance di trovare lavoro quando esce.

Orvieto carcere VIP

Fra le carceri più ambite c’è Orvieto, il preferito da politici e Vip. Qui si voleva costituire il deputato del Pdl Alfonso Papa, ma finì invece a Poggioreale. A Orvieto sono passate molte facce note, come il fotografo Fabrizio Corona.

Dolce Padova

Un istituto dove quasi tutti lavorano e’ il Due Palazzi di Padova. Come a Bollate, ci sono cooperative che danno l’opportunità di imparare un mestiere. Fiore all’occhiello e’ il laboratorio di pasticceria. Qui la specialità e il panettone alla birra, tanto buono da entrare al quinto posto nelle top ten del Gambero Rosso. E quest’anno i 120 che ci lavorano hanno avuto un ordinanza davvero speciale: da parte del Papa.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+