La cocaina in Europa

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In Europa esistono due tipi di cocaina, il più comune dei quali è la polvere di cocaina (un sale cloridrato, HCl). Meno facilmente reperibile è la cocaina crack, che viene assunta inalando il fumo, per questo soltanto alcuni paesi segnalano problemi con il consumo di cocaina crack, che si registrano in coincidenza con il consumo problematico di altre sostanze, tra cui l’eroina. Il consumo di polvere di cocaina è assai più comune ma tende a concentrarsi in un numero relativamente più ridotto di paesi dell’Europa occidentale. Si stima che circa 2,5 milioni di giovani europei (l’1,9 % di questa fascia d’età) abbia consumato cocaina nel corso dell’ultimo anno. Livelli relativamente alti di consumo di cocaina tra giovani adulti (2,5-4,2 %) sono stati segnalati nell’ultimo anno in Danimarca, Irlanda, Spagna e Regno Unito.

La cocaina è prodotta dalle foglie di coca, quasi esclusivamente in Bolivia, Colombia e Perù, e viene trasportata in Europa sia per via aerea sia via mare. La principale rotta di traffico in Europa sembra quella che attraversa la penisola iberica (Spagna e Portogallo), anche se l’uso più frequente dei container potrebbe spiegare l’accresciuta importanza dei grandi porti belgi, olandesi e di altri paesi dell’Europa occidentale. Tra i recenti segnali della diversificazione delle rotte di traffico della cocaina in Europa ci sono i singoli grandi sequestri che hanno colpito i porti della Bulgaria, della Grecia, della Romania e dei paesi baltici.

Negli ultimi anni sia gli indicatori relativi al consumo che quelli relativi all’offerta di cocaina hanno mostrato una tendenza al ribasso e il sensibile calo rilevato nei quantitativi sequestrati è probabilmente dovuto anche al diversificarsi delle rotte e delle tecniche adottate dalla criminalità organizzata. Nella penisola iberica continuano a registrarsi sequestri considerevoli, benché proporzionalmente inferiori al passato, mentre dall’Europa orientale giungono preoccupanti segnalazioni di sequestri di cocaina, che fanno pensare a una possibile diffusione e all’aumento del consumo in futuro.

Non tutta la cocaina che raggiunge il nostro continente è pronta a essere commercializzata e negli ultimi anni in Europa è stato smantellato un certo numero di laboratori “clandestini”. Tra il 2008 e il 2010 la Spagna ha scoperto e smantellato 73 impianti, la maggioranza dei quali era costituita da laboratori di estrazione secondaria, utilizzati per estrarre la cocaina da altri materiali nei quali era stata nascosta, come cera d’api, fertilizzanti, plastica, prodotti alimentari o capi d’abbigliamento.

Nel 2011 in Europa sono stati segnalati circa 86.000 sequestri di cocaina; ciò significa che sono state intercettate 62 tonnellate di questa droga, con un calo del 50 % circa rispetto alle 120 tonnellate di cocaina sequestrate nel 2006 (l’anno in cui si è raggiunto il valore massimo). Anche il numero dei sequestri è calato ma meno sensibilmente, dopo aver raggiunto il picco nel 2008 con 100.000 sequestri. La riduzione nella quantità di cocaina sequestrata è particolarmente sensibile nella penisola iberica, ove il totale intercettato da Spagna e Portogallo è passato dalle 84 tonnellate del 2006 alle 20 tonnellate del 2011. Si tratta di valori simili alle quantità sequestrate nei Paesi Bassi e in Belgio, che nel 2011 hanno segnalato complessivamente il sequestro di 18 tonnellate di questo stupefacente. Sequestri record di cocaina sono stati segnalati nel 2011 dalla Francia (11 tonnellate) e dall’Italia (6 tonnellate). Non è chiaro in che misura i cambiamenti nella quantità di cocaina sequestrata nei paesi europei rispecchino cambiamenti complessivi dell’offerta sul mercato europeo, variazioni nell’applicazione della legge o l’introduzione di nuovi approcci operativi da parte delle organizzazioni di trafficanti di droga.

Il numero di decessi correlati al consumo di cocaina è leggermente diminuito, benché i dati di questo settore vadano interpretati con una certa cautela. I gravi problemi connessi al consumo di cocaina fanno sì che, in diversi paesi europei, i soggetti interessati ricorrano al pronto soccorso, ma la capacità di monitorare il problema è limitata. Una recente analisi europea ha osservato che i ricoveri al pronto soccorso correlati alla cocaina sono triplicati in alcuni paesi dalla fine degli anni ’90, toccando l’apice verso il 2008 in Spagna e nel Regno Unito (Inghilterra). Gran parte delle emergenze correlate alla cocaina si sono verificate tra i giovani di sesso maschile. I decessi prodotti da intossicazione acuta da cocaina sembrano relativamente rari. Nel 2011, in 17 paesi sono stati segnalati almeno 475 decessi correlati alla cocaina, benché spesso fossero presenti anche altre droghe. I dati recenti forniti dalla Spagna e dal Regno Unito mostrano che, a partire dal 2008, si è registrato un calo nei decessi correlati alla cocaina. È probabile che la cocaina influisca anche su alcuni decessi correlati a problemi cardiovascolari, ma i dati in questo campo sono limitati.

Per quanto riguarda il trattamento, sono ora a disposizione dei consumatori di cocaina i servizi specialistici di molti paesi, mentre gli elementi attualmente disponibili evidenziano l’opportunità degli interventi psicosociali. 12 paesi, tra cui quelli in cui si registrano i livelli più elevati di consumo di cocaina, hanno istituito programmi specializzati per i consumatori di cocaina o cocaina crack. In alcuni paesi, tali programmi sono destinati ai consumatori di cocaina socialmente integrati, probabilmente riluttanti a rivolgersi ad altri servizi. In Danimarca e in Austria il trattamento per i consumatori di cocaina viene erogato anche da programmi di terapia per la poliassunzione. Bulgaria, Malta e Paesi Bassi riferiscono di aver varato piani che, nel prossimo futuro, erogheranno specifici programmi di trattamento. In Danimarca, Germania e Regno Unito sono state elaborate linee guida per il trattamento dei consumatori di cocaina.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+