La classifica delle città più care del Mondo e dei salari migliori

Oslo, Zurigo e Tokyo sono le città più care del mondo. Questa conclusione si basa sui prezzi di un paniere unitario composto da 122 beni e servizi. Se ad esso si aggiungono gli affitti, il livello dei prezzi in particolare di New York, Hong Kong e Dubai registra un balzo in avanti. Il minore costo della vita è stato rilevato nelle metropoli indiane di Delhi e Mumbai. E’ questo il dato che emerge dalla 15esima edizione di Ubs, una delle maggiori organizzazioni di ricerca finanziaria a livello globale, su “prezzi e salari”. Questa pubblicazione offre dal 1970 un confronto tra il potere d’acquisto di diverse città in tutto il mondo, presentando inoltre interessanti analisi e illustrando le ripercussioni delle variazioni dei corsi valutari e dell’inflazione. La nuova edizione di prezzi e salari 2012 prende in esame 72 città in 58 stati.

Salari. Secondo lo studio, i salari lordi più alti sono quelli versati ai lavoratori a Zurigo, Ginevra e Copenaghen. Una volta dedotte le imposte e le spese per le assicurazioni sociali, Copenaghen viene tuttavia sorpassata da Lussemburgo a causa delle maggiori detrazioni. Nella fascia inferiore del livello salariale si collocano Delhi e Mumbai, dove i salari equivalgono solo al 6% della media salariale versata a Zurigo.

Alimentari. Il modo migliore per illustrare il valore del salario è ricorrere al confronto su scala mondiale del potere d’acquisto di beni il più possibile omogenei. A Tokyo, ad esempio, un Big Mac costa nove minuti di lavoro, mentre a Nairobi l’acquisto richiede 81 minuti di lavoro. A Zurigo un lavoratore può acquistare un iPhone dopo aver lavorato 22 ore, mentre a Manila lo stesso articolo richiede un tempo all’incirca 20 volte più lungo. A metà classifica Milano e Roma

Orari di lavoro. A Parigi, Lione e Copenaghen gli orari di lavoro sono i più brevi in assoluto. Spicca invece il quadro contrastato Sud Americano: a Città del Messico i lavoratori usufruiscono in media di sei giorni di ferie l’anno, il valore più basso tra le città esaminate, contro i 30 mediamente accordati a San Paolo e Rio de Janeiro.

La situazione Europea. Nell’Europa orientale i prezzi di beni e servizi, ma anche i salari, sono inferiori a quelli dell’Europa occidentale. Il divario medio dei prezzi è del 36%, ma tale scarto è più che compensato dai maggiori salari versati nell’Europa occidentale, pari a oltre 3,5 volte quelli dell’Est europeo.

Rispetto al 2009 l’euro ha subito una svalutazione relativamente forte rispetto alle altre monete dell’Europa occidentale e orientale (escluso il leu rumeno). La svalutazione dell’euro si nota anche confrontando i prezzi all’interno dell’Europa occidentale. Ad eccezione del Lussemburgo, tutte le città dell’Europa occidentale che utilizzano l’euro esibiscono prezzi inferiori a quelli delle altre città della regione non facenti parte dell’Unione monetaria.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+