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Italia fuori dal Mondiale? Un disastro finanziario per la Fifa e la Figc

Italia fuori dal Mondiale

Questa sera a San Siro contro la Svezia la squadra di Ventura si gioca l’ultima possibilità per andare ai Mondiali di Russia 2018. L’Italia fuori dai Mondiali non conviene a nessuno.

In ballo, infatti, non c’è solo il blasone della nostra Nazionale, ma anche un danno economico non indifferente sia per il calcio italiano (addio sponsorizzazioni, merchandising, diritti tv, premi Fifa e gettito fiscale sulle scommesse), sia per le casse della Fifa.

L’Italia al Mondiale conviene a tutti

Come riporta l’agenzia ANSA, la mancata qualificazione della nazionale italiana di calcio ai Mondiali di Russia 2018 rischia di costare alla Fifa una perdita di circa 100 milioni di euro rispetto all’ultima edizione del Mondiale (la cui torta complessiva vale 345 milioni di euro).

Fra Rai e Sky la Fifa aveva incassato circa 180 milioni di euro dai diritti tv per il mercato italiano. Senza gli azzurri sarebbe difficile andare oltre gli 80 milioni di euro.

Da leggere: Carlo Tavecchio e la morte del calcio italiano

La Figc senza Russia 2018 perde più di 25 milioni

Non centrare l’ingresso al mondiale sarebbe un danno di natura economica per il calcio italiano prima di tutto sul fronte montepremi, che garantisce un minimo di 8,2 milioni alle squadre qualificate alla fase a gironi fino a 32,7 milioni per la nazionale campione del mondo (24 milioni per l’altra finalista).

Il danno economico dell'Italia fuori dal Mondiale

Poi c’è la questione diritti tv. Nell’ultimo esercizio, la Figc ha avuto ricavi da diritti tv per 25,8 milioni di euro: nel 2014, l’ultimo anno dei Mondiali, i ricavi erano di 28,7 milioni di euro.

Tanti soldi a cui la Figc non può permettersi di rinunciare. Dopo questa sera, insomma, il calcio italiano rischia di sgonfiarsi.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo
che governano con l’inganno.
Non si rendono conto
della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono,
gli inganni non funzionano più.”
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