Industria dell’abbigliamento: Violenze in Cambogia per un salario dignitoso

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La Clean Clothes Campaign, insieme alle organizzazioni in difesa dei diritti dei lavoratori e a sindacati da tutto il mondo, condanna duramente le violenze verificatesi recentemente in Cambogia ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici del tessile.

Venerdì 10 Febbraio inizierà una settimana di mobilitazione internazionale per chiedere al governo cambogiano di mettere fine alla violenza sui manifestanti e di ascoltare la loro richiesta di salario minimo dignitoso. Le manifestazioni dei lavoratori del tessile, iniziate lo scorso 24 Dicembre con la convocazione di uno sciopero nazionale per chiedere un salario di 160 dollari al mese, hanno avuto un esito drammatico. Il 3 gennaio, infatti, la polizia ha aperto il fuoco sulla folla di manifestanti uccidendo 4 persone e ferendone molte altre. Molti lavoratori e lavoratrici sono stati picchiati ed arrestati.

Le proteste erano esplose dopo l’annuncio dell’accordo sulla nuova formula per calcolare il salario minimo, che avrebbe dovuto portare gli stipendi mensili a 100 dollari, una cifra del tutto insoddisfacente per condurre una vita dignitosa in quel paese. Secondo i calcoli di alcuni sindacati asiatici e di organizzazioni di difesa dei diritti umani un salario dignitoso che garantisca ad una famiglia un livello di sussistenza in Cambogia dovrebbe aggirarsi intorno ai 394 dollari al mese: quasi 4 volte la proposta di salario minimo. Ben oltre anche la richiesta dei manifestanti, che appare quindi tutt’altro che assurda. L’industria dell’abbigliamento in Cambogia impiega oltre 500.000 persone, è responsabile di circa il 95% dell’industria di esportazione della Cambogia e vale più di 3 miliardi di € all’anno.

Per trovare una soluzione rapidamente chiediamo ai marchi che si riforniscono in Cambogia e al governo del paese di:

  • Porre fine immediatamente all’uso della violenza e alle intimidazioni contro i lavoratori ei loro rappresentanti.
  • Rilasciare tutti coloro che sono stati arrestati nelle lotte.
  • Rispettare la libertà di associazione e il diritto di sciopero degli operai
  • Evitare ripercussioni per i lavoratori e i dirigenti sindacali che hanno partecipato allo sciopero.
  • Impegnarsi a riprendere i negoziati di pace sul salario minimo.
  • Costringere i responsabili delle violenze a pagarne le conseguenze.

Lettere contenenti le richieste sono già state spedite ai principali marchi che hanno interessi in Cambogia: H&M, Puma, adidas, Mark&Spencer, C&A, Next, Tesco , Inditex, GAP, Walmart, Levi’s. H&M, Gap, Puma, Adidas e Inditex hanno inviato una lettera al governo cambogiano perché metta fine alle violenze.

Sono previste manifestazioni davanti alle ambasciate cambogiane in tutta Europa, nonché la sottoscrizione di una petizione già disponibile online.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+