Incidenti sul lavoro, nel 2016 già 272.500 infortuni denunciati

Incidenti sul lavoro

Il Presidente nazionale dell’Anmil, Franco Bettoni, commenta i numeri presentati dall’Inail sull’andamento delle denunce degli infortuni sul lavoro nei primi sei mesi del 2016, che hanno messo in risalto circa 272.500 infortuni denunciati, in crescita di 7.400 unità rispetto ai 265.100 dello stesso periodo dell’anno precedente.

“Più che brutte sorprese si tratta di drammi annunciati in materia di denunce di infortuni e morti sul lavoro. Sebbene siano dati provvisori, se confermato dalle successive rilevazioni mensili dell’anno in corso, l’incremento pari a +2,8% segnerebbe la ‘rottura’ di un trend positivo che manteneva il suo andamento decrescente ininterrottamente dal 2001, anno in cui si sono registrati oltre un milione di infortuni sul lavoro.

I dati infortunistici presentati in questi giorni dall’INAIL non possono che destare allarme e preoccupazione interrompendo una tendenza al ribasso che durava ormai da ben quindici anni e questo dato inaspettato si va ad aggiungere, peraltro, ai tragici numeri dei morti sul lavoro nel 2015 che hanno fatto registrare un aumento dell’8,2% delle denunce e una sostanziale stabilità dei morti ‘accertati’ dall’INAIL ma che, secondo le nostre esperienze statistiche, a consuntivo finale saranno destinati a segnare anch’essi una crescita di rilievo.

Va certamente precisato che l’aumento degli infortuni sul lavoro risulta più consistente tra gli infortuni “in itinere”, passati da 35.365 a 37.278 casi (+5,4%), che per quelli “in occasione di lavoro”, saliti da 229.743 a 235.218 (+2,4%) e anche questo merita di essere tenuto in considerazione dato che proprio verso la fine dell’anno scolastico diventano più stringenti i tempi di conciliazione tra lavoro, famiglia e vita quotidiana, dimostrato in parte dal fatto che l’aumento ha interessato in misura maggiore la componente femminile (+3,3%) rispetto a quella maschile (+2,5%) ed è risultato diffuso in tutte le aree geografiche del Paese.

Per quanto riguarda le attività economiche, il confronto tra i medesimi periodi del 2015 e del 2016 evidenzia un calo degli incidenti sul lavoro in Agricoltura (-2,9%) e nelle Costruzioni (-1,9%) e una sostanziale stabilità nell’Industria manifatturiera; tra gli altri principali settori di attività economica si registrano, invece, moderati incrementi nel Commercio (+1,4%) e nei Trasporti (+1,1%). Riguardo agli infortuni per settore di attività, va sottolineato tuttavia che la rilevazione INAIL si riferisce ai soli casi “in occasione di lavoro” e che gli stessi dati devono ritenersi, allo stato attuale, del tutto provvisori e poco attendibili in quanto per oltre un terzo dei casi denunciati non risulta ancora determinato il codice di attività economica.

Positivo, per contro, risulta l’andamento delle denunce degli infortuni mortali che segna un calo del 6,2% (dai 388 casi dei primi 5 mesi 2015 ai 364 dell’analogo periodo 2016).

Noi dell’ANMIL, che da oltre 70 anni siamo impegnati nella tutela delle vittime del lavoro e nella sicurezza dei lavoratori riteniamo che proprio in questi frangenti negativi non bisogna abbassare la guardia ma moltiplicare gli sforzi per diffondere ovunque quella cultura della sicurezza che da sempre andiamo predicando e che si può raggiungere solo con un’opera concreta e continua di informazione, formazione e sensibilizzazione, affiancata da una rigorosa attività di controllo per contrastare quelle forme diffuse di inciviltà ancora presenti in vaste aree del Paese, come il caporalato, lo sfruttamento, il “lavoro nero” ecc.. A tale proposito, proprio nella recente Relazione annuale INAIL risulta che ben l’87,4% delle aziende ispezionate dall’Istituto i cui addetti si occupano appunto di verificare la regolarità contrattuale e contributiva delle posizioni dei lavoratori, sono risultate irregolari.


Condividi:

Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+