In Italia interventi antisismici solo dopo un terremoto grave

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“Purtroppo in Italia si costruisce bene, con criteri antisismici, solo dopo un terremoto grave. La prova è Norcia. Lì dopo il terremoto del 1979 si è proceduto con interventi antisismici sugli edifici e i danni provocati dal sisma sono quasi irrilevanti. Eppure l’area colpita oggi dal grave sisma è una zona in cui la Terra si sta come “lacerando”, un’area che è nota per essere ad alto rischio sismico. Quando nel 2003 è stata pubblicata la Mappa del rischio sismico in Italia, bisognava intervenire con lavori di prevenzione sugli edifici nelle zone più vulnerabili, ma non in tutte le zone è stato fatto. Invece le maggiori vittime il terremoto le provoca proprio con i crolli di case ed edifici. Il terremoto che ha colpito l’Italia centrale ricade in una zona già inserita nella mappa sismica italiana. Questa zona appenninica era già stata classificata come ad alta pericolosità sismica. Bisogna fare grande attenzione nelle prossime ore e giorni perché in queste zone spesso avvengono forti “scosse a coppie”, cioè si ripete una seconda scossa forte nella stessa zona e uguale alla prima. A fronte di questo alto rischio, non bisogna entrare negli edifici che sono rimasti in piedi oggi prima di un attento controllo di tecnici e esperti della Protezione Civile. Nel terremoto dell’Emilia Romagna si ebbe, a distanza di pochi giorni, una forte scossa uguale alla prima e molte vittime si ebbero proprio a causa della seconda perché molte persone entrarono negli edifici ancora in piedi, senza preventivi controlli sulle strutture”. Enzo Boschi, sismologo ed ex presidente dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), intervistato dall’AdnKronos


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo
che governano con l’inganno.
Non si rendono conto
della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono,
gli inganni non funzionano più.”
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