Il Chagas l’assassino silenzioso


Più di otto milioni di persone in America Latina soffrono di Chagas (tripanosomiasis americana), una specie di “assassino silenzioso” che, secondo gli esperti, uccide nel continente più persone di ogni altra malattia trasmessa dai parassiti, inclusa la malaria. Si conosce, però, ben poco nel mondo su questa malattia, come si contrae, quali sono le conseguenze e perché non è stata ancora trovata una cura definitiva. Adesso che le correnti migratorie portano la gente dall’America Latina agli altri continenti, forse è arrivato il momento di cercare una soluzione …

Mappa: difussione del Chagas nel 2009. Dati DNDi-Drugs for Neglected Diseases)


Circa cento milioni di persone corrono il rischio di contrarre il Chagas nel mondo, secondo alcuni esperti, perché nonostante la malattia sia endemica in Sud America, dal Messico al Cile e all’Argentina, con l’aumento delle migrazioni negli ultimi anni è arrivata anche negli Stati Uniti, in Canada, Europa, Australia e Giappone.

Il Chagas è stato incluso dalle organizzazioni non governative, come Medici senza Frontiere e DND (Drugs for Neglected Diseases), tra le malattie “dimenticate” dal mondo dei fabbricanti di medicine e dai  governi, dagli organismi internazionali e dai donatori, e hanno iniziato una campagna di diffusione, cercando di motivare le istituzioni per investire nella ricerca e nello sviluppo di nuovi trattamenti.

E’ una malattia di cui soffrono specialmente i poveri. Sarà per questo che attira meno l’interesse? si domandano alcuni.

Si stima che ogni anno in America Latina muoiono circa 14.000 persone in seguito agli effetti del Chagas, affezione scoperta dal ricercatore brasiliano Carlos Chagas agli inizi del XX secolo. Su invito dell’allora Direttore del Dipartimento Federale della Salute Pubblica, Oswaldo Cruz, Chagas si recò presso lo Stato di Mini Gerais per investigare su un’apparente epidemia di malaria che stava infettando i lavoratori della linea ferroviaria. Chagas scoprì una nuova malattia trasmessa da un parassito, che chiamò “trypanosoma cruzi” (in onore di Cruz). Era l’anno 1909.

Il parassita è inoculato nell’uomo attraverso la puntura di un insetto che spesso vive nei soffitti di paglia e nelle abitazioni di mattone molto povere, comuni in America Latina. Nei vari paesi è conosciuto con diversi nomi, tra cui  benchuca, vinchuca, kissing bug, chipo, chupança e chincha. Il parassito può essere trasmesso anche attraverso una trasfusione di sangue infetto. Una donna incinta e infetta lo trasmette anche al suo bambino. La malattia può essere trasmessa anche attraverso degli organi destinati al trapianto.

La malattia ha due momenti, uno acuto che si manifesta attraverso dei sintomi simili ad altre malattie come febbre, gangli infiammati ed ingrandimento del fegato, che si risolvono in qualche settimana. Questa tappa è particolarmente grave per i bambini, tra il 2 e 8% di bambini infettati muore. La seconda tappa è cronica, all’inizio non ha sintomi ma poi si manifesta con problemi cardiaci e gastrointestinali, a volte gravi.

In Brasile, uno dei paesi che ha più lavorato per sviluppare dei farmaci per il trattamento del Chagas, quattro milioni di persone soffrono di Chagas cronico, mentre 600.000 brasiliani svilupano malattie cardiache o gastrointestinali per causa del Chagas.

La Boliva è il paese più duramente colpito dalla malattia. Si valuta che sul totale della popolazione di circa 9 milioni di persone, più di un milione è infetto e quattro milioni sono malati. La malattia è più comune nelle zone rurali e povere, però attraverso le migrazioni, è arrivata anche nei centri urbani. Se le persone infette non sono curate, sviluppano in seguito gravi malattie cardiache e gastrointestinali in  10,  20 o più anni e possono morire inaspettatamente.

In Argentina si stima che tra 1,5 e 2 milioni di persone sono affetti da Chagas, conosciuta in Argentina come malatia di Chagas-Mazza dal professor Salvador Mazza che si è dedicato anch’egli alla ricerca sul tripanosoma cruzi. Ogni settimana, 15 argentini muoiono di Chagas. La maggior parte degli infetti vive nelle province più povere come Santiago del Estero, Chaco, Formosa. Ma sono colpite anche zone come Salta, Tucumán e il nord della provincia di Santa Fe.

Per trattare la Chagas esistono attualmente due farmaci, il  benznidazole e il nifurtimox, entrambi hanno molte limitazioni. Ultimamente si stanno usando anche alcuni fungicidi. Ma gli esperti, e in particolare i Medici senza Frontiere e DND, lanciano un appello ai laboratori, ai governi, ai donatori e alle istituzioni internazionali affinché si trovi un nuovo trattamento per gli adulti e per i bambini, applicabile a tutte le regioni, e si consegua soprattutto una formula pediatrica specifica, che in questo momento manca.

(Tutto il materiale di questo articolo è stato raccolto dalla pubblicazione  DNDi Newsletter del marzo 2010 dedicata interamente al Chagas).

(Fonte planetalatinoamerica – traduzione a cura di Mara Rosatelli)


Condividi:

Ti potrebbe anche interessare:

This entry was posted in Salute e Alimentazione and tagged , , , . Bookmark the permalink.

About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+