Il 20% del Mondo consuma più della metà dell’acqua disponibile

Giornata-Mondiale-dell’Acqua-2014
Il 22 marzo di ogni anno viene celebrata in tutto il mondo, su iniziativa dell’ONU, la Giornata Mondiale dell’Acqua: ogni Stato membro realizza iniziative volte a richiamare l’attenzione sul tema dell’acqua come bene di vitale importanza e diritto inalienabile per tutti gli abitanti del pianeta. A due miliardo di persone nel mondo è negato l’accesso all’acqua potabile. Complessivamente il 20% più ricco della popolazione mondiale, concentrato nei paesi industrializzati, consuma il 58% dell’acqua disponibile.

Viviamo in un pianeta d’acqua, eppure tanta gente soffre la sete. Le risorse idriche disponibili sulla Terra potrebbero soddisfare abbondantemente i bisogni della popolazione ma, come per il cibo, anche questo elemento vitale è distribuito irregolarmente. Secondo la FAO, per garantire una discreta qualità della vita, occorrono 100 litri di acqua al giorno pro-capite; ma il consumo medio va dai 5 litri del Madagascar ai 700 degli USA.

L’acqua potabile manca: nell’Algeria, Senegal, Zaire, Libia e in quasi tutti gli altri stati dell’Africa. L’emergenza sull’acqua non comprende solo l’Africa ma anche il Pakistan e Medio Oriente dove ci sono conflitti causati dalla scarsità di acqua. Attualmente, circa 2 miliardi di persone, si trovano a dover fronteggiare una saltuaria o cronica scarsità d’acqua. E le previsioni dicono che nel 2020 ci saranno 3 miliardi di persone assetate.

La scarsa disponibilità idrica è uno dei principali fattori di limitazione dello sviluppo, per questo occorre investire risorse nel settore. Per soddisfare la domanda di acqua, nei prossimi dieci anni, bisognerebbe spendere 700 miliardi di dollari. La Banca Mondiale non dispone di tale cifra, quindi il problema non sarà risolto.

Al contrario di questi stati, gli Stati Uniti e gran parte dell’Europa sprecano l’acqua in molti modi; ad esempio alcuni hanno l’abitudine di lavare l’auto tutti i giorni e l’acqua viene sprecata in molti altri modi banali (ad esempio fare il bagno invece della doccia o non chiudere il rubinetto mentre si spazzolano i denti). Anche nei paesi sviluppati il problema dell’acqua sta assumendo grande rilievo. Qui ci sono soprattutto problemi di qualità (viene sempre più inquinata) problemi di disponibilità (la sprechiamo in maniera assolutamente irrazionale) e problemi economici (i nostri impianti vanno riprogettati, le tubature che perdono vanno sostituite e bisogna aumentare gli impianti di depurazione…). L’acqua serve a molte cose :

  1. Bere per uomini e piante
  2. Agricoltura
  3. Industrie per raffreddare i macchinari
  4. Energia idroelettrica
  5. Comunicazioni
  6. Cucinare
  7. Lavarsi e lavare

Se facciamo un confronto con gli altri  paesi tra chi consuma l’acqua possiamo vedere che :

Consumo domestico d’acqua pro capite al giorno

  • Media paesi a reddito elevato: 450 litri
  • Cittadino statunitense: 700 litri
  • Media paesi a reddito medio: 160 litri
  • Cittadino italiano: 350 litri
  • Media paesi a reddito medio: 43 litri
  • Cittadino senegalese: 29 litri
  • Villaggio africano(acqua lontano da casa): 5 litri

Con un corretto comportamento ognuno di noi può contribuire a risolvere il problema dell’acqua ma non basta. Occorre che i governi di tutte le nazioni e le amministrazioni locali, attraverso leggi e continui controlli sul territorio garantiscano la protezione dell’acqua e la depurazione dell’acqua da tutte le contaminazioni che noi umani produciamo; già nel 1968 il Consiglio d’Europa, di cui fa parte l’Italia, ha formulato la Carta Europea che afferma che “l’acqua è un insostituibile fonte di vita per l’uomo e per tutti gli esseri viventi e che tutti hanno da un lato il diritto di godere di questo prezioso elemento, dall’altro il dovere di non inquinarlo e di non abusarne”.

Carta Europea dell’acqua

Non si tratta di una vera e propria legge, ma di alcuni principi che dovrebbero ispirare chi fa le leggi:

  1. Non c’è vita senza acqua. L’acqua è un bene prezioso, indispensabile a tutte le attività umane.
  2. Le disponibilità d’acqua dolce non sono inesauribili. E’ indispensabile preservarle, controllare e, se possibile, accrescerle.
  3. Alterare la qualità dell’acqua significa nuocere alla vita dell’uomo e degli alti esseri viventi che da essa dipendono.
  4. La qualità dell’acqua deve essere mantenuta in modo da poter soddisfare le esigenze delle utilizzazioni previste, specialmente per i bisogni della salute pubblica.
  5. Quando l’acqua, dopo essere stata utilizzata, viene restituita all’ambiente naturale, deve essere in condizioni da non compromettere i possibili usi dell’ambiente, sia pubblici che privati.
  6. La conservazione di una copertura vegetale appropriata, di preferenza forestale, è essenziale per la conservazione delle risorse idriche.
  7. Le risorse idriche devono essere accuratamente inventariate.
  8. La buona gestione dell’acqua deve essere materia di pianificazione da parte delle autorità competenti.
  9. La salvaguardia dell’acqua implica uno sforzo importante di ricerca scientifica, di formazione di specialisti e di informazione pubblica.
  10. L’acqua è un patrimonio comune il cui il valore deve essere materia riconosciuto da tutti. Ciascuno ha il dovere di economizzarla ed utilizzarla con cura.
  11. La gestione delle risorse idriche dovrebbe essere inquadrata nel bacino naturale piuttosto che entro frontiere amministrative e politiche.
  12. L’acqua non ha frontiere. Essa è una risorsa comune la cui tutela richiede la cooperazione internazionale.

Condividi:

Ti potrebbe anche interessare:

This entry was posted in Attualità and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+