I veri Imprenditori sono quelli delle piccole e medie imprese

Il 2011 e’ stato un anno di forte recupero per l’export italiano nonostante il progressivo rallentamento registrato a ottobre e novembre, dovuto alla crisi mondiale e dei debiti sovrani. Fino a settembre le vendite all’estero sono andate più che bene e l’anno si e’ chiuso con un +11,2% per le vendite extra-Ue (dati Istat).

Il 2012 si preannuncia molto difficile . L’ultimo allarme e’ quello lanciato dal Fondo monetario internazionale che ha pronosticato una flessione dello 0,5% del Pil dell’Eurozona e un calo del 2,2 del Pil Italiano,dovuta alla manovra fiscale del Governo che impatterà sulla domanda interna. Ma tutti i paesi avranno problemi anche quelli emergenti.

L’Italia dovrà aggrapparsi ,come sempre alla sua ancora di salvezza, all’export. E sarà cruciale ,come sempre, l’apporto delle aree territoriali più specializzate del Made in Italy.

Se riusciremo ad uscirne con le ossa non troppo rotte lo dovremmo ancora una volta a quelle piccole e medie imprese tante volte date per moribonde ,ma sempre vincenti ,grazie alla capacità di adattamento,flessibilità e innovazione che li caratterizzano.Come dimostra i dati dell’ultima crisi del 2008-09, dalla quale i nostri distretti hanno reagito bene.

L’Italia continua a fondare gran parte della propria economia proprio sui sistemi locali manifatturieri, e con grande fonte occupazionale. Se ,per esempio, analizziamo gli ultimi dati Istat sui sistemi locali del lavoro (Sll) scopriamo che nel 2009 il Sll del:

metalmeccanico di Borgomanero (leader mondiale nei rubinetti) occupava 10.200 addetti

tessile di Biella 12.900 addetti

mobiliero di Soregno 19.100 addetti

metalmeccanico di Lumezzane 12.600 addetti

gomma-plastica di Chiavari 9.600 addetti

calze femminili di Castel Goffredo,Asola e Castiglione delle Stiviere 10.000 addetti

metalmeccanico di Lecco 23.100 addetti

conciario di Arzignano 11.200 addetti

mobiliero di Pordenone 12.100 addetti

piastrelle e ceramiche di Sassuolo 17.100 addetti

meccanica Bolognese (leader mandiale) 19.300 addetti

conciario-calzaturiero di Santa Croce sull’Arno 12.800 addetti

calzaturieri contigui di Civitanova Marche,Macerata,Fermo,Ascoli Piceno etc. 29.000 addetti

mezzi di trasporto di Torino il più grande d’Italia 46.100 addetti.

Da questi dati e’ evidente che se la Fiat e strategica per un Paese come il nostro,anche il tessile-abbigliamento ,nonostante un piccola calo causa cinesi,continua a esserlo ancora.

La grande crisi occupazionale sembra anche soffrire meno nelle piccole e medie industrie rispetto ai grandi problemi dei maggiori gruppi nazionali a controllo sia italiano sia estero.Mentre questi macinavano migliaia di ore di cassaintegrazione le imprese dei Distretti sono ricorse pochissimo agli ammortizzatori sociali.Anche i tassi di disoccupazione distrettuali sono si aumentati ma restando largamente al di sotto della media italiana ,cioè su livelli tedeschi intorno al 7%.

Quanto all’export,nei primi nove mesi del 2011 (indice Fondazione Edison),le vendite all’estero dei 101 principali distretti italiani sono state pari a 51,5 miliardi di Euro +11,3% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Sono ben 84 i distretti i che nei primi nove mesi del 2011 hanno aumentato il loro export verso i Paesi extra Ue. I distretti che nei primi nove mesi del 2011 hanno invece visto aumentare il proprio export verso i mercati dell’Unione Europea sono 83.Per sei di questi l’incremento e’ stato superiore al 30% .(﹡fonte Panorama Economy)

Questa e’ l’Italia migliore da sostenere,valorizzare e aiutare .

I veri Imprenditori sono quelli delle piccole e medie imprese non i grandi Gruppi Industriali che portano le aziende in bancarotta e senza futuro.

 

 

 


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