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I vecchi computer della Regione Sardegna “smaltiti” dai Rom

Regione Sardegna-Rom-vecchi computer

Per anni, dal 2009 al 2011, i vecchi computer della Regione Sardegna sono stati smaltiti nel campo rom all’ingresso di Cagliari. Di notte arrivavano gli autocarri carichi di computer, monitor, vecchi apparecchi per la videoscrittura recuperati nei magazzini degli uffici regionali. Dello smaltimento, del tutto fuori dalla legge, si occupavano i nomadi: recuperati i metalli di un qualche valore, il resto veniva dato alle fiamme.

Ma il traffico di rifiuti, stando alle indagini del Corpo forestale, era gestito direttamente dagli uffici regionali dove un funzionario e un dipendente infedeli pilotavano appalti e falsificavano la documentazione pur di accaparrarsi i preziosi rottami, che hanno fruttato almeno 130mila euro.

Secondo la Forestale in cambio dello smaltimento clandestino sarebbe stata versata una percentuale del profitto. Poi, per ottenere il pagamento del servizio secondo il contratto, l’impresa avrebbe presentato agli uffici regionali documenti falsi, che certificavano lo smaltimento in discariche autorizzate. In meno di un quarto d’ora, secondo le immagini filmate dai Vigili urbani di Quartu, venivano giù dai cassoni degli autocarri computer, monitor, componenti di apparecchiature informatiche classificati dal un decreto-legge del settembre 2007 come Raee, materiali da smaltire seguendo procedure rigorose: prima di portarli al termovalorizzatore o alla discarica vanno resi innocui eliminando dalle componenti elettriche i materiali nocivi o riciclabili come rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo e mercurio oltre che gas e plastiche indicate nelle disposizioni ministeriali.

Invece oltre 300 tonnellate di computer in disuso della Regione sarebbero finite nei roghi appiccati tra le baracche dei nomadi, i cui fumi, oltre a inquinare, esasperavano gli animi degli abitanti della zona. Risparmiando tempo e soprattutto denaro.

Per questo, con l’accusa a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo smaltimento e al traffico illecito di rifiuti, turbativa d’asta, truffa, falso ideologico in atto pubblico, contraffazione di sigilli, falso in scrittura privata e peculato, sono finiti in manette il dipendente regionale e imprenditore Pietro Porcu e il funzionario regionale Iolao Pistis. Con loro è stato arrestato anche l’imprenditore, con precedenti penali, Luciano Serra mentre sono state denunciate a piede libero altre 9 persone.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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