I neonicotinoidi, il killer delle api

Da qualche anno le api stanno morendo a migliaia, a milioni. Interi alveari continuano a sparire, all’improvviso. È quello che viene chiamato Colony collapse desorder o Ccd. Si calcola che negli ultimi anni solo negli Usa siano sparite il 70% delle api. In Europa siamo al 50%, come in Italia. Nel Regno Unito stanno letteralmente lottando per la sopravvivenza.

Le cause sono diverse, ma in ogni caso uno dei maggiori imputati è senz’altro l’uso di alcuni insetticidi, in particolare quelli appartenenti a una classe specifica: i neonicotinoidi. Gli studi dimostrano che i neonicotinoidi aggrediscono il sistema nervoso delle api, interferendo con le sue capacità di volo e di orientamento senza ucciderlo subito. È come se le api venissero avvelenate poco alla volta.

I neonicotinoidi sono insetticidi molto potenti derivanti dalla nicotina, introdotti per la prima volta a metà degli anni Novanta e da allora il loro utilizzo è aumentato rapidamente tanto che sono diventati la categoria di insetticidi più di usa al mondo. Vengono chiamati sistemici in quanto penetrano nei tessuti della pianta e, in un certo senso, la impregnano, la trasformano, l’avvelenano.

Studi scientifici pubblicati a partire dal 2013, e recentemente consegnati da Greenpeace alla Commissione europea per chiedere il bando totale dei neonicotinoidi, dimostrano anche che i neonicotinoidi sono sempre più presenti nel nostro ambiente e inquinano l’acqua, il suolo e la vegetazione spontanea. Le evidenze indicano che i neonicotinoidi comportano rischi significativi per molte specie di fauna selvatica (come api, farfalle, coleotteri e insetti acquatici) con possibili ripercussioni sulla catena alimentare.

Se le api mellifere scomparissero, con loro se ne andrebbero migliaia di specie vegetali. Le api sono responsabili di almeno il 50% della catena dell’impollinazione, sono fondamentali nella catena alimentare. Senza il loro apporto le piante si riprodurrebbero in modo drasticamente più lento: potrebbe entrare in crisi la produzione di foraggio per animali, ma anche quella di graminacee e frutti. Il 35% dei prodotti agrari nel mondo scomparirebbe senza di loro. Semplificando, sul lungo periodo senza api non ci sarebbero né cibo né vita.

In Italia ci sono 30 varietà diverse di miele monoflora e 7 “millefiori”. Inoltre, il nostro Paese è considerato tra i più importanti allevatori di api regine.

La vita delle api riguarda tutti noi. Un’agricoltura compatibile con l’ambiente, e i divieto di utilizzo di pesticidi neonicotinoidi, è la direzione da seguire per salvare le api prima che sia troppo tardi.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+