Gratta e Vinci: “Uno tira l’altro”, come le fregature e i guai

uno tira l'altro

L’avvocato Osvaldo Asteriti, che da anni porta avanti battaglie legali per il rispetto delle norme anti azzardo, attacca “Uno tira l’altro” la nuova lotteria istantanea varata il 15 giugno, dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Anche di questa denuncia gli inganni e i pericoli per la salute che la caratterizzano, ricordando che, secondo studi recenti e accreditati, i Gratta e Vinci sono molto praticati dagli italiani, anche a causa della loro apparente innocuità. I Gratta e Vinci sono una truffa di Stato.

“Il prezzo del biglietto è fissato in 1 euro e il primo lotto distribuito è di 36.480.000 biglietti, con un payout modesto, il 61,62% della raccolta, in linea con il tipo di lotteria di fascia bassa, a cui appartiene.

I premi in palio, e i biglietti vincenti, visto che in questo caso si equivalgono, sono 9.503.472, distribuiti come segue: 5.593.600, pari al 58,85%, valgono 1 euro, la giocata, 2.854.440, il 29,94%, sono premi da 3 euro, mentre i premi da 5 euro sono 559.360, il 5,88% del totale e quelli da 10 euro sono 486.400, il 5,11%.

I premi da 1 a 10 euro costituiscono il 99,80% del totale e, mentre un premio su due restituisce la somma spesa per giocare, 99 volte su 100 si vincono pochi spiccioli da rigiocare subito, alimentando così rigioco e rischio di dipendenza.

Ci sono anche 12.160 premi da 20 euro, lo 0,12% del totale, 6.080 premi da 50 euro, lo 0,06%, 400 da 100 euro, lo 0, 004%, 24 da 1.000, lo 0, 0,0002%, e infine 8 premi da 10.000 euro, lo 0,00008%.

Insomma, anche “Uno tira l’altro” conferma che i Gratta e Vinci rappresentano per i giocatori un vero e proprio “tritacarne”. Non saprei in quale altro modo definire un gioco d’azzardo che abbia le caratteristiche appena indicate e mi chiedo se, come ha recentemente sostenuto un noto psichiatra, anche questo gioco d’azzardo assicuri il diritto di sognare dei giocatori.

Stesso inganno e medesimo pericolo per la salute nel sistema scelto per indicare la probabilità di vincita, “per fascia di premio”, che, esaminato da vicino, presenta aspetti inquietanti, oltre a essere del tutto contra legem.

Sui biglietti, la probabilità di vincita “generale” viene indicata in un biglietto ogni 3,84, come per i premi fino a € 500. Sul sito, nella tabella suggestivamente denominata “probabilità di vincita nel dettaglio”, si scopre un’altra realtà.

La probabilità di vincita della somma pari al prezzo della giocata, non riusciamo proprio a chiamarlo premio, è in realtà quasi la metà di quella indicata sui tagliandi, un biglietto ogni 6,52 e, salendo, diminuisce sempre di più: premi da 3 euro, 1 biglietto ogni 12,82, premi da 5 euro, 1 biglietto ogni 65,22, premi da 10 euro, 1 biglietto ogni 75, premi da 20 euro, 1 biglietto ogni 3.000, premi da 50 euro, 1 biglietto ogni 6.000 e premi da 100 euro, 1 biglietto ogni 91.200, 23 mila volte di meno.

La matematica è una scienza esatta, ma “misteriosa” e manovrata bene può essere molto ingannevole. Accorpando i premi, alla probabilità di vincita viene assegnata una certa frequenza, ma, calcolandola per ogni singolo premio, questa frequenza è completamente diversa, molto inferiore.

Oltre a dibattere la questione su distanze e numero di macchinette, sarebbe il caso di intervenire subito su questi meccanismi ingannevoli e dannosi per la salute dei giocatori, aumentando in questo modo anche il tasso di legalità del gioco d’azzardo, che costituisce un pubblico servizio”.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+