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Il potere di dire “grazie”

gratitudine

Dire grazie, regala emozioni. La gratitudine è uno dei segreti della felicità. Lo dicono pure gli scienziati: bisogna ringraziare, sempre.

A volte basta poco. Chi è riconoscente acquista un valore speciale e anche i dettagli semplici di una giornata risultano più positivi.

Ecco perché ci fa bene dire grazie

Ce lo ricordano due psicologi statunitensi, Amit Kumar (University of Texas) e Nicholas Epley (University of Chicago), con uno studio sulla gratitudine, dal quale è emerso che le persone in genere sottovalutano quanto piacere può fare un biglietto di ringraziamento.

I due autori, in una serie di esperimenti, hanno chiesto a un gruppo di persone di inviare un biglietto di ringraziamento a qualcuno che aveva fatto la differenza nella loro vita e di valutare quanto secondo loro il ricevente sarebbe stato felice, sorpreso o addirittura a disagio. Quindi hanno verificato la reazione dei destinatari.

Risultato? Chi ha ricevuto il messaggio si è dichiarato molto contento, piacevolmente sorpreso e per nulla imbarazzato.

Nella maggior parte dei casi, le persone hanno pensato che le loro parole non avrebbero fatto tanto piacere ai destinatari che li avrebbero messi in imbarazzo. Inoltre, si aspettavano che i destinatari avrebbero giudicato severamente le loro lettere.

Perciò se vi trattenete dall’inviare un biglietto di ringraziamento a qualcuno perché temete di metterlo in imbarazzo, o che trovi sgradevole la vostra prosa, state permettendo al vostro egocentrismo di sabotare un’iniziativa che avrebbe reso entrambi più felici.

Da leggere: L’esperimento di Milgram sull’obbedienza all’autorità

Gratitudine: imparare a dire grazie

Questo studio apre la strada a future ricerche sulla gratitudine, in particolare sulla relazione tra valore atteso e modalità di espressione. Ad esempio, le aspettative sull’imbarazzo del destinatario potrebbero influenzare un utente che esprime gratitudine sui social media invece che di persona.

Le scoperte dello studio hanno implicazioni per la ricerca su altri comportamenti prosociali, come quello messo in atto in particolari tipi di relazione con le altre persone, come ad esempio aiutare, donare e consolare.

Oggi si fa sempre più fatica ad essere riconoscenti, a ringraziare, come se tutto ci fosse dovuto. Ma imparare a dire grazie non è difficile.

Quindi, cari lettori del blog, grazie per aver letto questo post!


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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