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Ma gli italiani si sono bevuti il cervello?

gli italiani si sono bevuti il cervello

Gli italiani hanno ancora la capacità d’intendere e di volere? Gli italiani si sono bevuti il cervello? Lo spunto per questa domanda mi è venuto rileggendo per caso un vecchio articolo di Marco Lodoli, scrittore, insegnante di Italiano, collaboratore di Repubblica, uno dei “padri” della riforma “La Buona Scuola”.

Lodoli nel 2002 parlò del demone della facilità che coinvolgeva i giovani ma anche le persone adulte. Il non saper più ragionare con la propria testa ma viceversa il lasciarsi condizionare da tutto quello che rappresenta il vastissimo mondo dei social e dei mass media, che ci circonda e inevitabilmente ci coinvolge in prima persona. A distanza di 16 anni da quell’articolo nulla sembra cambiato.

Essere o apparire?

La facilità con cui siamo continuamente bombardati e assillati dai social e dai mass media ha divorato e distrutto i nostri pensieri. La facilità a sua volta ha creato la superficialità.

È un demone che coinvolge i giovani ma anche le persone adulte. Non siamo più in grado di ragionare autonomamente. Siamo meno attenti, meno preoccupati, meno interessati alla vita. 

Tutto questo ci porta a trascorrere la nostra esistenza in un perenne stato di beata ignoranza che ci rende solo più infelici. Essere o apparire?

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Il demone della facilità

Cosa sta accadendo nella mente degli italiani? Come mai ho l’impressione che una leggera forma di demenza stia invadendo i cervelli italiani, giovani e meno giovani? Non esiste un unico responsabile, un sicuro colpevole, ma vi sono molti fattori che influenzano la nostra cultura in parte in un modo negativo.

La facilità è l’idea che divora i nostri pensieri: la facilità di ottenere ciò che ci basta, la facilità di riuscire nella vita ad avere un lavoro che piace e, ovviamente, la facilità nel raggiungere la ricchezza, il benessere.

La nostra cultura scansa ormai ogni traccia di fatica, ogni peso, ogni difficoltà: abbiamo lasciato che la televisione venisse invasa da gente che imbarca applausi senza essere capace di fare nulla.

La televisione è il mezzo fondamentale attraverso il quale la maggior parte degli italiani riceve informazione su ciò che accade nel mondo politico ed estero, sebbene trasmetta un terzo di quello che sta realmente accadendo oggi. La televisione propone soprattutto dei modelli di vita alta e costosa, verso la quale tutti provano invidia. A questo proposito, i canoni degli ascoltatori si basano su queste modalità.

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La facilità è una truffa

Così un poco ogni giorno il piano si è inclinato verso il basso fino al punto in cui tutto è diventato più facile e tutto continua a voler essere più facile: impara l’inglese giocando, laureati in due anni senza sforzo, diventa anche tu, ridendo e scherzando, un uomo ricco e famoso.

Il motivo della pigrizia, della difficoltà dei giovani non dipende soltanto dai media, ma in buona parte anche dalla famiglia, dai genitori il cui compito è di amare il proprio figlio incondizionatamente, e di offrirgli il meglio.

Con questa modalità di venire in contro al ragazzo ed aiutarlo sempre, l’amore incondizionato si avvicina più ad essere un amore materiale, un amore per gli oggetti che rendono felici e soddisfano il bisogno di possedere quanto si desidera, e quindi la facilità di ottenere ciò che si vuole.

E’ naturale che chiunque desideri una vita facile e comoda ma, quando si riesce in una cosa impegnativa e difficile, il grado di soddisfazione è maggiore: questo avviene, per esempio, nello sport.

Nel mondo dello sport, soprattutto quello a livello agonistico, ci si spinge sempre di più per raggiungere la vittoria, e vincere è il più bel sentimento di gioia che si possa avere. Infatti, lo sport è l’unica modalità in cui l’individuo non è facilitato, ma nel quale deve invece contare sulle proprie capacità e forze (escludendo i casi di doping in cui l’Italia primeggia).

Nelle scuole, invece, questo non avviene spesso: la scuola, oggi, è molto svalutata, poiché non è l’ambiente che spinge a dare il massimo. Può essere vista, in senso negativo, come un passa tempo, un luogo d’incontro con gli amici: “..tanto per scaldare il banco e fare contenti i miei genitori…”.

Il problema è che noi non ci accorgiamo veramente della difficoltà dell’esistenza, di quanto la vita sia dura, che tutto costa fatica, e che per ottenere un risultato anche minimo bisogna impegnarsi a fondo: e allora perché il mondo intero afferma il contrario?

In televisione e sui manifesti pubblicitari tutti ridono felici ed abbronzati, e nessuno è mai sudato. In questo modo il demone della facilità si insidia nella mente e si impossessa di te e ti tira dalla sua parte, facendo perdere importanza alle altre cose.

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Attenti alla realtà!

Concludo con una banalità ma che, evidentemente, tanto banale ancora non è.

Non lasciatevi influenzare dalla facilità e dalla televisione: pensate con la vostra testa, mettete voi stessi nella condizione di poter affrontare la vita meglio che si può, perché alla fine, non conta come appariamo esteriormente, ma conta il modo in cui pensiamo. La vita non è tutta plumcake e arcobaleno. Usate il cervello.

Non restate nell’ombra, fate valere la vostra opinione! 


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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