Furti di rame un fenomeno in continua crescita

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Nel 2012 i furti di rame sono stati 19.701 con un aumento del 6,9% rispetto al 2011. Il fenomeno criminale dei furti di rame colpisce società operanti nel settore dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni, nonché aziende elettrotecniche ed elettroniche attive nella produzione e nell’utilizzazione di beni prodotti con l’impiego di rame.

Il furto di metalli rappresenta un fenomeno preoccupante. A livello operativo presenta delle specificità. Sotto il profilo socio-economico a trainare questa tendenza ci sono gli stessi fattori di altre tendenze della criminalità:

  • la crisi economica in cui le società si dibattono per evitare il fallimento;
  • opportunità di occupazione limitate, retribuzioni più basse a fronte di un costo della vita maggiore;
  • scambi, trasporti e telecomunicazioni globalizzati;
  • gruppi criminali organizzati sempre più agili, flessibili e intraprendenti.

Il rame è ampiamente utilizzato sull’intera infrastruttura ferroviaria. In particolare, è impiegato negli impianti tecnologici, nei sistemi infrastrutturali (segnalamento e alimentazione elettrica dei treni) e in quelli di telecomunicazione. Il rame rappresenta il miglior conduttore elettrico disponibile sul mercato dopo l’argento, risulta essere resistente alla corrosione ed è riciclabile interamente. Per queste sue caratteristiche è molto richiesto dal mercato internazionale dove il sensibile aumento della domanda come materia prima, soprattutto nei Paesi emergenti del nord-est asiatico e del sud America, non è soddisfatto dalla produzione alimentando di conseguenza i circuiti illegali. Il valore del rame è in costante crescita nell’ultimo decennio. Il 3 febbraio 2011 il metallo rosso ha segnato, sulla piazza di Londra, il suo record storico: 10mila dollari a tonnellata. La quotazione aggiornata della media annua del 2013 vede il rame a 6,82 €/kg (fonte: quotazione cash Milano – siti ASSOMET e ISOCLIMA).

L’azione di contrasto delle Forze di polizia ha registrato un incremento, infatti nel 2012 a livello nazionale, si è evidenziata la denuncia di 3.431 soggetti (+8,6% rispetto al 2011) di cui 2.092 in stato di arresto (+12,7%). Nel primo semestre del 2013, si sono verificati 11.040 furti con un aumento del 12,1% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. L’azione di contrasto ha consentito di denunciare 2.720 (+41%) soggetti di cui 1.631 (+36,7%) in stato di arresto. La crescente domanda di metallo sul mercato internazionale e il conseguente incremento dei prezzi dei metalli ha fatto del furto di questo bene un’attività particolarmente lucrativa e interessante per i ladri. Si ritiene che la domanda di metalli rimarrà sostenuta, che i loro prezzi continueranno a crescere e che, di conseguenza, anche i furti di metallo manterranno la loro attrattiva presso i ladri.

Le regioni particolarmente colpite nel 2012 sono state, nell’ordine: Lombardia, Puglia, Sicilia, Campania, Lazio, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Sardegna. Per altro verso, proprio in queste regioni è stata assai incisiva l’azione di contrasto delle Forze di polizia. Nel Lazio, ad esempio, il numero delle persone denunciate e/o arrestate nel 2012, rispetto al precedente anno, segna un incremento del 48%, in Sicilia del 38,7%, in Emilia Romagna del 65%, in Toscana del 4,5%, in Veneto del 21,2% e in Calabria del 79,5%.

Le aziende pubbliche rappresentate nell’Osservatorio Nazionale sui furti di rame, tuttavia, segnalano un significativo decremento dei furti subiti nel corso del 2013, soprattutto in quelle aree che, nel corso del 2012, erano state particolarmente colpite.

Per quanto riguarda la rete ferroviaria, l’andamento del fenomeno, nei primi dieci mesi di quest’anno, ha visto una lieve diminuzione pari all’1,8% dei furti in linea rispetto allo stesso periodo del 2012: 1.673 furti nell’anno in corso a fronte dei 1.703 del 2012, mentre aumenta in generale il fenomeno, così come denunce e arresti. Aggiungendo anche i furti in deposito, si arriva a 1.778 furti episodi per un totale di circa 643.227 chili di materiale trafugato. Nell’ultimo triennio 2011-2013 il Gruppo Fs italiane ha stimato un danno economico per i furti del rame – su tutto il territorio nazionale – pari a quasi 31 milioni di euro, di cui circa 12 milioni per i costi degli interventi necessari al ripristino della circolazione.

“È indispensabile che tutto quanto è stato fatto in materia di repressione sia affiancato da un’attività di prevenzione: le aziende che producono il rame e quelle che lo acquistano devono dotarsi di codici comportamentali e di sistemi di tracciabilità del prodotto”. Lo ha dichiarato il capo della Polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza Alessandro Pansa, nel suo intervento in occasione della conferenza sul focus “Nazionale sui furti di rame”, in cui ha tracciato le strategie adottate dal Dipartimento della Ps per prevenire e contrastare sempre più efficacemente il fenomeno. “La trasparenza è economicamente conveniente”, ha sottolineato il prefetto Pansa tracciando un parallelismo con l’azione messa in campo per contrastare il fenomeno del riciclaggio: “Come in quel caso siamo riusciti ad eliminare il vecchio detto ‘pecunia non olet’, dobbiamo sforzarci di eliminare il principio ‘rame non olet'”.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+