Falsificazione dell’euro un danno da 500 milioni

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Nel mondo circolano in totale banconote in euro per un valore di circa 913 miliardi e monete metalliche per un valore di 16 miliardi di euro. L’euro e le altre monete continuano ad essere nel mirino della criminalità organizzata operante nella falsificazione monetaria. Dall’introduzione della moneta unica nel 2002 la falsificazione dell’euro ha causato un danno finanziario pari ad almeno 500 milioni di euro. Ogni anno si registra il sequestro di ingenti quantitativi di banconote e monete metalliche in euro falsificate e lo smantellamento di stamperie e zecche illegali all’interno e all’esterno dell’Unione europea. Questi sviluppi dimostrano che le misure in vigore contro la falsificazione sono insufficienti e che a livello europeo occorre rafforzare la protezione dell’euro. Nel secondo semestre 2012 sono state ritirate dalla circolazione 280.000 banconote in euro falsificate.

Secondo gli ultimi dati della Banca centrale europea, i tagli da 20 euro e da 50 euro continuano a far registrare il numero più elevato di falsificazioni. Nel secondo semestre del 2012 la maggioranza (97,5%) delle falsificazioni è stata riscontrata nei paesi della zona euro, mentre appena il 2% circa proviene da Stati membri dell’Unione europea non appartenenti alla zona euro e lo 0,5% da altre parti del mondo.

La tavola seguente riporta il numero di falsi recuperati per semestre.

tabella 1

Rispetto al numero di banconote autentiche in circolazione (in media 14,9 miliardi nella seconda metà del 2012), la quota di falsi si mantiene su livelli molto contenuti. La tavola seguente presenta la ripartizione percentuale in base al taglio del totale delle falsificazioni ritirate dalla circolazione nella seconda metà del 2012.

tabella 2

Falsificazione di monete in euro nel 2012. Il numero di monete metalliche in euro falsificate ritirate dalla circolazione è aumentato del 17%, da 157.000 nel 2011 a 184.000 nel 2012. A fronte dei 16,5 miliardi attualmente in circolazione, il tasso di falsificazione è pari a 1 su 100 000 monete autentiche. Il taglio da 2 euro resta di gran lunga la moneta più ambita per questa attività criminosa (quasi due monete su tre tra quelle rilevate).

Le misure preventive, che comprendono interventi di natura legislativa, analisi tecnica, coordinamento del contrasto alla criminalità e cooperazione in ambito giudiziario, hanno consentito agli Stati membri di progredire nel ritiro dalla circolazione delle monete metalliche in euro falsificate. Occorre tuttavia rafforzare le norme vigenti di lotta contro la criminalità per migliorare la prevenzione, l’indagine e la sanzione della falsificazione dell’euro in tutta l’UE, in quanto gli Stati membri hanno norme diverse e diversi livelli di protezione.

Secondo le norme dell’UE infatti, la Commissione è responsabile del centro tecnico-scientifico europeo (CTSE), il quale analizza e classifica le monete metalliche in euro di nuovo conio falsificate. Il centro fa capo all’OLAF e si avvale delle apparecchiature tecniche e degli impianti della zecca di Parigi. La Commissione collabora strettamente anche con la Banca centrale europea (BCE), con Europol, Interpol e con le autorità nazionali competenti. La Banca centrale europea è responsabile dell’analisi delle banconote in euro falsificate. Europol e Interpol forniscono sostegno ai servizi di contrasto degli Stati membri nella lotta contro la criminalità organizzata, agevolando lo scambio d’informazioni e fornendo analisi operative e strategiche.

La Commissione è incaricata dell’attuazione del programma “Pericle” che fornisce formazione e assistenza tecnica alle autorità nazionali competenti per consentire loro di meglio proteggere le banconote e le monete in euro dalla falsificazione

La Commissione Europea recentemente ha proposto di adottare misure severe contro i falsari di banconote e monete metalliche in euro. La proposta mira a rafforzare la protezione dell’euro e di altre monete contro la falsificazione mediante misure di diritto penale, tra cui l’introduzione di pene minime, compresa la reclusione (da 6 mesi a otto anni  per il reato di distribuzione), per le forme più gravi e il rafforzamento delle indagini transfrontaliere. La proposta prevede inoltre che l’analisi dei falsi sequestrati possa avvenire anche mentre sono ancora in corso i procedimenti giudiziari, consentendo in tal modo il rinvenimento degli altri euro falsi ancora in circolazione.

Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria per la Giustizia, ha dichiarato: “I cittadini e le imprese hanno fiducia nell’autenticità delle banconote e monete in euro, che però non è un dato di fatto. A livello mondiale l’euro è la seconda moneta per importanza: adotteremo quindi tutte le misure necessarie per impedire che continui ad essere nel mirino della criminalità”. 

Algirdas Šemeta, Commissario per la Fiscalità e l’Unione doganale, l’audit interno e la lotta antifrode, ha dichiarato: “L’euro è tra i beni più preziosi dell’Unione europea. Dobbiamo lottare insieme per proteggerlo: nessun’altro lo farà al nostro posto. Una moneta comune di 17 paesi e 330 milioni di persone è un obiettivo allettante per i criminali. Dobbiamo fare in modo che il crimine non paghi. Con un approccio più armonizzato in materia di sanzioni ed una migliore cooperazione transfrontaliera potremo lottare con forza contro la falsificazione monetaria.”


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+