E intanto si muore

Il Progetto SENTIERI “Ambiente e salute a Taranto“, lo studio compiuto dall’ Istituto Superiore di Sanita’ con l’Oms,  ha analizzato la mortalità a livello comunale per 63 cause singole o gruppi di cause in 44 dei 57 Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (SIN) riconosciuti alla data del giugno 2010.  I dati sono scioccanti, tra l’altro già evidenziati dallo studiopubblicato dalla rivista Epidemiologia & Prevenzione, di qualche giorno fa. Dal dossier emerge che nelle donne residenti nei comuni di Taranto e Statte, a confronto con il resto della provincia, c’è un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%). Non va meglio agli uomini: rispetto al resto della provincia, l’aumento di tutti i tumori è del 30% (+50% per il tumore maligno del polmone), con un picco di più 100% per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la vescica). Moltissimi i casi di tumore al polmone e soprattutto alla pleura: l’eccesso dei primi è del 20%, mentre i casi di cancro alla pleura sono addirittura in eccesso (rispetto alla media della provincia) del 167% negli uomini e del 103% nelle donne. Più alta anche la mortalità per malattie respiratorie: tra gli uomini +11%, tra le donne +5%, mentre l’incidenza per malattie respiratorie acute fa registrare un +37% nelle donne e +14% negli uomini. Aumentano anche le patologie in gravidanza, da +21% a +47%. Ecco, mi soffermo sull’ultimo dato. Spesso ci si dimentica delle vittime, se possibile, ancora più indifese, i bambini, che nascono già con malattie che probabilmente gli segneranno per tutta la vita.

Ricordiamo che la protezione dei bambini dall’esposizione involontaria a inquinanti ambientali è riconosciuta come una importante priorità di sanità pubblica. Un gran numero di bambini vive oggi nelle vicinanze di siti nei quali l’inquinamento ambientale è molto elevato.

Nella Dichiarazione finale della quinta conferenza ministeriale su ambiente e salute, i ministri dei 53 Stati della Regione Europea dell’OMS, hanno sottolineato la necessità di attuare gli impegni stabiliti nel Children’s Environment and Health Action Plan for Europe (CEHAPE). Sono diverse le istituzioni che affrontano le questioni emergenti di salute ambientale ponendo un’attenzione specifica sui bambini, quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS) e l’Environmental Protection Agency (EPA) statunitensi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia che, rispetto agli adulti, i bambini mostrano una maggiore suscettibilità agli agenti ambientali a causa di fattori che possono essere raggruppati in due categorie principali:

  1. condizioni che determinano livelli di esposizione più elevati nei bambini che negli adulti in presenza di identiche situazioni ambientali. In confronto agli adulti e in relazione al peso corporeo, i bambini hanno una superficie esposta molto più ampia; ciò può implicare un maggiore assorbimento dermico di contaminanti e una perdita di calore più rapida, che a sua volta richiede un tasso metabolico più alto. Inoltre, rispetto agli adulti, i bambini hanno anche bisogno di energia maggiore per la crescita e lo sviluppo che si traduce in una più elevata assunzione di ossigeno e cibo per chilogrammo di peso corporeo. I tassi respiratori più elevati e il maggior consumo di cibo possono determinare esposizioni più elevate per inalazione ed ingestione, a contaminanti presenti nell’aria e negli alimenti. Il volume di aria per unità di peso corporeo che passa attraverso i polmoni di un bambino è infatti doppio rispetto a quello di un adulto, ciò implica che nelle stesse condizioni di esposizione, la superficie respiratoria di un bambino rimane in contatto con una quantità doppia di sostanze chimiche rispetto all’adulto. Inoltre, il comportamento mano-bocca rende i bambini più esposti ai terreni contaminati
  2. aspetti fisiologici e di sviluppo specifici dell’età infantile associati a una maggiore vulnerabilità agli effetti tossici degli inquinanti ambientali. Lo sviluppo dei sistemi respiratorio, riproduttivo, endocrino, gastrointestinale e nervoso raggiunge la maturità nel periodo postnatale, e le finestre di suscettibilità nei bambini sono ampie, estendendosi dal periodo pre-concepimento alla fine dell’adolescenza; durante la pubertà, l’esposizione a interferenti endocrini ambientali (e.g. pesticidi, ftalati) può causare danni tiroidei e riproduttivi. La lunga durata dello sviluppo del cervello e il gran numero di processi neuronali disponibili in questa fase contribuiscono alla suscettibilità del sistema nervoso alle sostanze tossiche. L’esposizione pre e post-natale a contaminanti chimici ambientali come il metilmercurio, il piombo, o alcuni pesticidi può produrre, ad esempio, modificazioni cellulari o molecolari che sono espresse come deficit neuro comportamentali (funzionali), o come incremento della suscettibilità all’insorgenza di malattie neurodegenerative in età più avanzata. Inoltre, i bambini possono essere più sensibili agli effetti respiratori di sostanze tossiche rispetto agli adulti: un esempio è l’esacerbazione dell’asma da esposizione al particolato atmosferico o la riduzione della funzione polmonare a causa dell’esposizione all’ozono. Negli ultimi decenni, infatti, un crescente corpo di evidenze, basato su studi clinici ed epidemiologici, evidenzia il ruolo causale dell’inquinamento atmosferico nel determinare un aumento di rischio per effetti cardiologici e respiratori nei bambini, soprattutto in ambiente urbano.

Per quanto concerne gli effetti cancerogeni, due pubblicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  sui rischi per la salute dei bambini associati con l’esposizione a sostanze chimiche riportano che: “l’esposizione a cancerogeni nel periodo pre-concepimento, durante la vita intrauterina, o nella prima infanzia, possono causare lo sviluppo di tumori durante l’infanzia o durante la vita adulta” e che: “c’è una evidenza diretta che i bambini sono più suscettibili degli adulti ad almeno alcuni cancerogeni, incluse alcune sostanze chimiche e varie forme di radiazioni”.

Nonostante la maggiore suscettibilità dei bambini agli inquinanti ambientali, le evidenze complessive oggi disponibili sugli effetti a medio/lungo termine dell’esposizione a cancerogeni chimici in età infantile sono inadeguate, e la letteratura epidemiologica che affronta specificamente il rischio di tumori nei bambini (e giovani adulti) residenti in prossimità di siti inquinati è molto scarsa. I principali limiti che caratterizzano gli studi finora condotti sugli effetti a lungo termine sono stati recentemente descritti da Landrigan e colleghi: la maggior parte degli studi ha esaminato popolazioni relativamente piccole di bambini; ha considerato una sola sostanza chimica alla volta; possiede una potenza statistica insufficiente per esaminare possibili interazioni; presenta una breve durata del periodo di osservazione.

Negli Stati Uniti  nel 2008 più di 1.600.000 bambini (2%, fino a 18 anni) ha vissuto entro un miglio da uno dei circa 1.500 siti inclusi nella National Priorities List. Secondo le stime della European Environment Agency mediante la Eionetpriority data flows sui siti contaminati, ci si attende che nella regione europea la percentuale di bambini che vivono nei pressi di un sito contaminato sia alta, dato che sono circa 250.000 i siti che richiedono bonifica per la contaminazione del suolo.

In Italia, circa 5,5 milioni di persone risiedono in 44 siti inquinati (SIN) di interesse nazionale per la bonifica ambientale (60% appartengono ai gruppi più svantaggiati), e circa un milione di bambini (<20 anni) vive in queste aree. 

I dati dello Studio Sentieri, hanno evidenziato un significativo incremento dei ricoveri per tumori maligni, malattie dell’apparato respiratorio, e fra queste le infezioni dell’apparato respiratorio, in relazione all’aumento di 10 mg/m3 di polveri provenienti dalla zona industriale.

Ora sono tutti preoccupati. Il presidente della Regione Puglia Vendola ”E’ tempo di ambientalizzare l’industria”, il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna ”Esprimo a nome dell’intera Assemblea, la preoccupazione per la crescita delle malattie tumorali nell’area ionica” e il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini “In linea generale, i dati trasmessi confermano che l’inquinamento ambientale associato alle attività industriali e cantieristiche dei decenni passati ha un ruolo significativo negli eccessi di mortalità rilevati per alcune tipologie di tumori”. Tutti preoccupati. Ma dove erano le istituzioni tutti questi anni? Ora promettono il risanamento dei siti inquinati ubicati all’interno degli stabilimenti industriali e di ridurre le emissioni inquinanti e gli impatti ambientali dei processi produttivi attraverso l’impiego delle migliori tecnologie disponibili indicate dalla UE. Parole parole parole, e intanto si muore.


Condividi:

Ti potrebbe anche interessare:

This entry was posted in Ambiente, Salute e Alimentazione and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+