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Domenica in Poesia: L’uccello prigioniero

L’uccello prigioniero nella gabbia,
l’uccello libero nella foresta:
quando venne il tempo s’incontrarono,
questo era il decreto del destino.
L’uccello libero grida al compagno:
« Amore mio, voliarno nel bosco! »
L’uccello prigioniero gli sussurra:
« Vieni, viviamo entrambi nella gabbia ».
Dice l’uccello libero.- « Tra sbarre,
dove c’è spazio per stendere l’ali? »
Ahimé », grida l’uccello nella gabbia,
Non so dove appollaiarmi nel cielo ».

L’uccello libero grida:
« Amore mio, canta le canzoni delle foreste ».
L’uccello in gabbia dice:
« Siedi al mio fianco,
t’insegnerò il linguaggio dei sapienti ».
L’uccello libero grida: « No, oh no!
I canti non si possono insegnare ».
L’uccello nella gabbia dice: « Ahimé,
non conosco i canti delle foreste ».

Il loro amore è intenso e struggente,
ma non possono mai volare assieme.
Attraverso le sbarre della gabbia
si guardano e si guardano, ma è vano
il loro desiderio di conoscersi.
Scuotono ansiosamente le ali e cantano:
« Vieni vicino a me, amore mio! ».
L’uccello libero grida:
« E’ impossibile, temo le porte chiuse della gabbia ».
L’uccello in gabbia sussurra.- « Ahimé,
le mie ali sono morte e impotenti ».

Rabindranath Tagore

Rabindranath Tagore Poeta, prosatore, drammaturgo, musicista e filosofo indiano, premio Nobel per la letteratura nel 1913. Nacque a Calcutta nel 1861 e morì a Santi Niketan, Bolpur nel 1941. Fu il poeta della nuova India, moderna e indipendente, per la quale lottò non solo con le sue opere e con le su iniziative di carattere sociale, ma anche con il suo fiero comportamento politico.

La religione dell’uomo. “Oggi, come mai nella nostra storia, è necessario l’aiuto di un potere spirituale. E io credo che sicuramente una tale risorsa verrà scoperta nelle segrete profondità del nostro essere. Ci saranno dei pionieri che assumeranno su di sé questa impresa e le sofferenze che essa comporta; e in questa maniera apriranno la via a quel più elevato modo di vivere in cui risiede la nostra salvezza”. Rabindranath Tagore


Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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