Dedicato a mio padre, Rossi Raffaele

Rossi Raffaele

Il 15 giugno è morto mio padre, Rossi Raffaele. Senza tante parole e inutili spiegazioni sul nostro rapporto e sulle bieche cattiverie altrui, gli dedico una poesia di Umberto Saba: Mio padre è stato per me “l’assassino”. Riposa in pace pà, tout est pardonné… Claudio Rossi, tuo figlio.

Mio padre è stato per me “l’assassino”;
fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.
Allora ho visto ch’egli era un bambino,
e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.

Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
un sorriso, in miseria, dolce e astuto.
Andò sempre pel mondo pellegrino;
più d’una donna l’ha amato e pasciuto.

Egli era gaio e leggero; mia madre
tutti sentiva della vita i pesi.
Di mano ei gli sfuggì come un pallone.

“Non somigliare – ammoniva – a tuo padre”:
ed io più tardi in me stesso lo intesi:
Eran due razze in antica tenzone.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo
che governano con l’inganno.
Non si rendono conto
della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono,
gli inganni non funzionano più.”
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