Crisi edilizia: Dal 2008 i posti di lavoro persi sono 600mila

Il settore delle costruzioni, nei primi nove mesi del 2016, è l’unico comparto a segno negativo dal punto di vista occupazionale (-4,9%). Dal 2008 i posti di lavoro persi sono 600mila (su circa due milioni iniziali) e quasi 16mila le imprese fallite tra il 2009 e il 2014. Un dramma che si consuma nel silenzio. Questi i dati dell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni dell’Ance.

Sono ancora chiusi i rubinetti del credito: nei primi 9 mesi del 2016 i flussi di finanziamento delle banche registrano un -4,3% nel comparto abitativo e un -14,1% nel non residenziale. È ancora in calo la nuova edilizia residenziale: gli investimenti, anche per il 2016, in tale comparto si riducono del 3,4%.

L’unico comparto del settore delle costruzioni che continua a registrare una crescita degli investimenti “è quello della riqualificazione del patrimonio abitativo: +1,7% nel 2016″. L’Ance sottolinea che grazie anche ai bonus fiscali, “gli investimenti in riqualificazione degli immobili sono cresciuti negli anni della crisi arrivando a essere il comparto leader del mercato con il 37% del totale degli investimenti nel settore, come dimostra il confronto con gli anni pre-crisi in cui a trainare era il nuovo”.

Da segnalare che nonostante l’abolizione della Tasi sulla prima casa la tassazione sugli immobili nel nostro paese continua ad essere del 30% più elevata rispetto al 2011. Il calcolo arriva da un’analisi fatta dal Centro studi ImpresaLavoro. Si tratta di una vera e propria patrimoniale operata a danno di quello che molte famiglie consideravano un vero e proprio bene rifugio.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo
che governano con l’inganno.
Non si rendono conto
della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono,
gli inganni non funzionano più.”
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