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A Cosimo Cristina, il primo giornalista ucciso dalla Mafia 58 anni fa

Cosimo Cristina

La storia di Cosimo Cristina è quella di un giornalista attento, scrupoloso, coraggioso, scomodo e, purtroppo, ucciso dalla mafia in Sicilia il 5 maggio del 1960, a soli 25 anni.

Cosimo Cristina, cronista scomodo, ucciso dalla mafia 

Cristina è stato cronista e corrispondente di numerosi quotidiani come “L’Ora”, “Il Giorno” di Milano, l’agenzia Ansa, “Il Messaggero” di Roma, il Corriere della Sera e “Il Gazzettino” di Venezia. Dopo qualche anno, nel 1959, insieme a Giovanni Cappuzzo, fonda il settimanale di approfondimento “Prospettive Siciliane”, che fin da subito si fa notare per la pubblicazione di denunce e inchieste.

Ovvio, però, che raccontando notizie delicate e piccante, il giovane giornalista diventa fin dal principio un bersaglio da colpire per Cosa Nostra, che decide di eliminarlo non come farà con gli altri, a classici colpi di kalashnikov o con altre armi da fuoco, ma facendo sembrare tutto come il più classico dei suicidi.

Il pome­riggio del 5 mag­gio 1960, ad appena 25 an­ni, Cosimo Cristina viene ritrovato privo di vita nel tun­nel ferroviario di contrada Fossola, tra Termini e Tra­bia. Nelle sue tasche vengono rinvenuti biglietti, sui quali tuttavia non viene eseguita alcuna perizia calligrafica, e, nonostante i dubbi dei familiari, il caso viene quasi subito archiviato.

Non viene nemmeno disposta l’autopsia: per gli inquirenti si trattava di suici­dio. Ma i dubbi già allora erano tan­ti, qual­cosa non quadrava.

Cosimo Cristina è stato ucciso dalla mafia: suici­dato da Cosa Nostra, secondo il bel termine che verrà coniato in seguito dal giornalista Giuseppe Francese.

Per approfondire: La storia di Cosimo Cristina

A Cosimo Cristina

Questa è una poesia che un nostro lettore Fabio Strinati, che ringraziamo, ha dedicato ad un giornalista appassionato della professione, che ha sfidato con le sue inchieste Cosa Nostra pagando con la vita.

A lui va il nostro illimitato riconoscimento.

Uomo giusto
che sulla tua fronte
hai sentito la stanchezza
di un mondo vessato
e abusato da scelte nocive
che penetrano anime
fino a corroderle
in un nascondiglio
di fortuna, fino a togliere
del tutto un granello di luce,
che invece, tutto illumina e contiene
nel suo cerchio generato,
o grembo come vertice di pace.

Uomo giusto che non hai chinato
il capo dentro questo mondo
a volte tribolante;
penna marcata, inchiostro che bene usavi
sul foglio con fertile pastura
di verità e di cambiamento
come sulle labbra,
una parola vera esce e s’attacca al vento
che abbacinato ricorda maggio,
mese dove nevicano alti i pioppi…

e quella luce lunga e profonda
che allontana la notte,

e il sorriso tuo
tra le fronde del faggio antico.

Fabio Strinati

Alla memoria del giovane cronista sono oggi dedicate una via di Termini Imerese e una lapide nel luogo in cui fu rinvenuto il corpo.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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