Cosa sappiamo (o non sappiamo) della crisi in Ucraina?

crisi Ucraina-Putin

Non sono un esperto d’Ucraina, non l’ho neppur visitata. Come milioni di altri cittadini, mi affido ai report dei media per capire almeno qualcosa di quel che pare avere implicazioni potenzialmente molto gravi. Perché mi sento così frustrato per ciò che ottengo? Perché ho tante domande dopo settimane di trattazione mediatica? E quanto ne capiranno concittadini con solo qualche minuto al giorno per familiarizzarsi con tematiche come questa (eccetto che Putin è un cattivo)?

È un conflitto, no? Vorrei sapere quali sono le dimensioni ucraine interne, gli aspetti regionali est-ovest-europei e UE/NATO e che cosa tutto questo abbia a che fare con le dinamiche globali, per esempio la politica estera USA, l’espansione NATO sin dalla fine della guerra fredda, gli interessi strategici della Russia e i rapporti Russia-NATO. E dove stanno Cina e altri paesi BRICS in tutto ciò? Internamente, vorrei essere informato sulla composizione etnica e la geografia, sul ruolo dei russi senza trascurare gli ebrei, e i rapporti storici fra Russia e Ucraina. In prospettiva più ravvicinata, quando cominciò l’Occidente a considerare l’Ucraina un paese interessante? Perché George Bush Sr. e James Baker promisero a Mikhail Gorbachev che l’Occidente non si sarebbe mai espanso fino ai confini della Russia – e tuttavia la NATO cominciò a essere un tema in Ucraina nel 1995? Sarebbe davvero bello imparare dai media come anche qui, come ovunque altrove, la mala gestione e la crisi economica ubiqua abbiano causato neo-nazismo, anti-semitismo rampante e insoddisfazione generalizzata? E perché l’anti-semitismo sia trattato così poco ovunque nella stampa occidentale. Come mai aspetti importanti di retroscena come questi si traducano così facilmente in atteggiamenti semplificati anti- o pro-russi?

Sicurezza – che cos’è legittimo? Penserei che in un mondo mediatico dominato dagli USA che mostra ogni comprensione per i bisogni di sicurezza USA, le sue basi militari e il suo interventismo a livello mondiale in nome della sicurezza nazionale, un tal mondo avesse qualche modesta comprensione dell’importanza – davvero essenziale – dell’Ucraina per la Russia in termini non solo strategici, ma anche storici e culturali, e che c’è un limite, un confine, sul quale bisognerebbe rinunciare agli interessi occidentali. Dopo tutto, Ucraina significa ‘confine’ ben per qualche ragione. Non capisco perché il segretario di stato USA Kerry parli di quanto gli americani stiano intensamente dietro l’opposizione ucraina (che, ahimè, comprende pugili, teppisti, nazionalisti russofobi, neo-nazisti e anti-semiti) e parli anche minacciosamente alla Russia sul non-intervento militare in stati sovrani – come se gli USA non l’avessero mai fatto essi stessi, in particolare in aree molto distanti da sé. Stranamente, i giornalisti non gli domandano che cosa intende?

Fottere Putin: cambio di regime? Una narrativa è assente in tutti i servizi mediatici mainstream occidentali: quella del cambio di regime finanziato da Washington. Per tutta quanta Internet si possono trovare report su un’azione clandestina, una diplomazia informale e massicci finanziamenti d’istituti USA miranti appunto a ottenere quanto è appena successo. Ecco un ex-ministro USA (con Reagan), Paul Craig Roberts, affermare in proposito che gli USA hanno speso 5 miliardi di $ in interferenze e destabilizzazioni del governo dell’Ucraina. Altrove vedo come il vice-presidente USA Joe Biden sia stato eccezionalmente influente e sappiamo come la sottosegretaria di stato Victoria Nuland – neo-conservatrice – interagisse al telefono con Geoffrey Pyatt, l’ambasciatore USA a Kiev – il famoso nastro “Fotti l’UE” (trascrizione). Quel che è ovvio da questa trascrizione è che gli USA sono coinvolti al massimo livello fin dall’inizio nell’agevolare un cambio di regime. Ed è davvero difficile che lo facciano se non nel proprio interesse. Allora la conversazione è molto più importante come bandolo per un’operazione di cambio di regime che per quella parola sboccata. Mi sembra che qualcuno a Washington possa pensare da 2-3 mesi Fotti Putin.…

Crimea. Sarebbe certo d’aiuto che i media con un po’ d’ambizione a contribuire all’istruzione pubblica si fossero focalizzati sulla Crimea, la sua storia, il suo statuto speciale e la sua importanza militare – [almeno] adesso che la sede del suo parlamento e gli aeroporti sono stati occupati. La Crimea è colma di strati di storia e ha lo statuto di un’importante repubblica parlamentare autonoma nell’ambito dell’Ucraina, governata dalla costituzione ucraina e però sede della flotta russa del mar Nero. Wow, complicato, o sbaglio? Chi ci spiegherà che cosa significhi? Nessuno, pare. Un tale sguardo richiederebbe ricerca e talento pedagogico; è molto più facile far notare invece come quel cattivone di Putin stia “flettendo i muscoli della Russia” (formulazione ripetuta in migliaia di titoli se si fruga in Google). Il che non richiede alcuna conoscenza di alcunché e nessuna empatia – voglio dire: che farebbe Kerry se qualcosa minacciasse la zona confinaria USA o una sua base navale estremamente importante?

Soluzioni? Dopo di che, credo che mi sarebbe piaciuto vedere qualcuno che svolgesse un compito essenziale, secondo me, nella trattazione mediatica: cercare eventuali soluzioni espresse dai contendenti del conflitto. L’ipotesi soggiacente sembra essere che l’Ucraina deve o appartenere alla sfera d’influenza russa o esserne strappata via per appartenere al mondo UE/USA/NATO. Ma non ci vuole molta creatività per vedere che i due potrebbero essere combinati pacificamente e che il tema non è che cosa vogliano o esigano forze esterne ma quel che 45 milioni di persone in Ucraina possano volere per il proprio futuro. Non dovrebbe essere così difficile che i giornalisti distolgano lo sguardo dai comunicati occidentali e vaghino un po’ in Internet, facendo qualche ricerca e controllando le fonti. Effettivamente quelli sono compiti più facili che mai prima.

Gli ucraini sono entusiasti della NATO e dell’UE? Wikipedia – per quel che vale – è una fonte usata da molti e dice che ci sono stati vari sondaggi d’opinione nel corso del tempo ma sembra che gli ucraini contrari all’associazione alla NATO siano raddoppiati negli ultimi 10 anni e siano ora al 70% circa. In quanto all’entusiasmo per l’associazione all’UE, Wikipedia c’informa che è al massimo sul 50% rispetto a un terzo contrari all’integrazione nell’UE. In quanto a me, non vedo tradursi [l’attuale fermento] in un gran entusiasmo fra gli ucraini per una profonda integrazione nell’Occidente tagliando i legami con la Russia. I media implicitamente trasmettono l’impressione che all’opposizione e alla gran parte di altri piaccia ben poco la Russia. Semplicemente non è così. Durante i 5 anni scorsi gli atteggiamenti positivi in Ucraina verso la Russia variavano fra 70% e 96%. Invece gli atteggiamenti positivi verso l’Ucraina fra i russi variavano fra 34% e 68%. Allora se questi sondaggi valgono qualcosa e se rispettiamo la democrazia, perché l’Occidente – USA/NATO/UE – stanno tentando di sospingere l’Ucraina verso di “noi” invece? Siamo davvero in grado di assumere ancora un altro paese enormemente problematico in una UE già in preda alla crisi, e qualcuno pensa di poter ancora convincere la Russia che tutto ciò che fa la NATO è nel massimo interesse della Russia – questo compreso? Anche la Difesa con Missili Balistici? la dissoluzione della Jugoslavia?

Uniamo i puntini! Sapete una cosa: credo sia ora di unire i puntini. Se i puntini sono brevi lampi d’informazione, voglio più conoscenza e istruzione nei media – la connessione dei puntini in immagini [compiute]. E ho una sensazione che mi rosica: è tutto tanto più complicato di quanto ci viene detto e non è così in bianco e nero! Le pressioni dal 1989 causano contropressioni, giusto? L’espansione della dominazione occidentale e della NATO dalle repubbliche baltiche fin giù alla Georgia, mantenendo viva la NATO e giù la Russia era forse, col senno di poi, un’idea molto miope? Non ci sono due parti nel conflitto ucraino – non solo un governo e i suoi oppositori, c’è un mosaico di complessità che può essere slegato e stabilizzato solo con dialoghi e tentativi di capire e – beh, smettere i giochi di potere che comprendono la destabilizzazione di governi democraticamente eletti.

Voi e io meritiamo di meglio. OK, ammetto di non saperne molto. Qui parlo da cittadino, non da esperto. Non riesco proprio a togliermi di mente che le semplificazioni e la propaganda prevalgono sulle trattazioni mediatiche basate su ricerche, pluraliste. Anche nel caso dell’ Ucraina. La democrazia merita di meglio. I media liberi non devono significare libertà di non fare altro che ripetere comunicati d’agenzia occidentali e lasciar perdere la ricerca o smettere di porre domande critiche! Il popolo dell’Ucraina in qualche modo merita di meglio pure esso. Allora quando pensate di adottare un nuovo modo di fare le cose buttandovi finalmente la guerra fredda dietro le spalle, cari redattori?

(Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis da Ukraine – What Would YOU Like to Know about It?)


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+