Conosciamo le malattie per cui si vaccina?

L’obbligatorietà dell’atto vaccinale è una violazione morale e fisica della libertà personale e di coscienza oltre che un’illogicità scientifica. Questa azione si sviluppa attraverso l’informazione scientifica, la realizzazione di strategie di obiezione di coscienza alle vaccinazioni, il supporto legale e la sensibilizzazione dell’area politica e culturale. L’obbligo di vaccinazione, così come la libertà di scelta terapeutica, non sono esclusivamente un problema sanitario ma anche di concezione della dimensione umana, dei diritti e doveri di ciascuno, di consapevolezza e partecipazione, di responsabilità ed informazione corretta, al di fuori di qualsiasi manipolazione o interesse particolare. Veniamo obbligati a vaccinare i nostri figli. Ma le malattie per cui si vaccina quali sono? Le conosciamo?  Le virtù del vaccino sono spesso sopravvalutate, mentre il rischio è sempre sottovalutato. Effetti indesiderati o appositamente voluti per far soldi sulla pelle di esseri indifesi col pretesto scientifico? “Il nome – denuncia il giornalista Gianni Lannes – è quello di un killer legalmente autorizzato ad avvelenare i bambini e a trasformarli in pazienti cronici, danneggiando irreversibilmente le loro difese immunitarie”.

Ma conosciamo, grazie al Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione, che ha raccolto citazioni e bibliografie, queste malattie: Poliomelite, Tetano, Difterite, Epatite-B, Morbillo e Influenza. Vi accorgerete che la realtà non è proprio quella che ci dicono. E ora che gli interessi economici e del potere delle multinazionali farmaceutiche vado a farsi fottere. La stessa OMS è diventata, di fatto, una agenzia di diffusione delle politiche di marketing di questa industria.

Poliomelite

I sintomi. E’ una affermazione forte da dirsi ma i bambini e gli adulti non vaccinati manifestano in maniera naturale la polio, e così come la contraggono guariscono senza effetti e senza saperlo.
Molte persone credono che la polio produca come effetti la paralisi o la morte ma nella maggioranza dei casi invece non ci sono sintomi particolari, neanche durante le epidemie. Esiste invece una predisposizione naturale ‘anatomica’ verso il virus che porta a quelle alterazioni che noi tutti conosciamo. La maggior parte delle persone invece potrebbe contrarre la malattia ed averne un’immunità naturale nei confronti del virus senza essere vaccinato. Con l’inoculazione del vaccino invece nella migliore delle ipotesi l’interessato viene solamente intossicato dalle sostanze non propriamente naturali contenute nel vaccino stesso e se predisposti perché intolleranti presso alcune di queste sostanze le complicanze nei casi peggiori possono arrivare a danni psico-fisici permanenti ed alla morte.

I sintomi tipici della polio sono febbre, mal di testa, nausea, vomito, irritabilità, blando dolore muscolare o rigidità e mal di gola. Appare chiaro che gli stessi sintomi si riscontrano nell’influenza, nell’encefalite, nel raffreddore comune e in molte altre cosiddette malattie. La diagnosi medica quindi il più delle volte ricondotta ad una normale influenza potrebbe essere la meno ‘comune’ polio chiamata con un nome diverso. Va da se che se pubblicizzati i sintomi della polio prendono il nome di polio, pubblicizzati i sintomi dell’influenza prendono il nome di influenza. E’ un credere comune che per essere sfatato dovrebbe essere detto. Dovrebbe essere ricordato che i sintomi della polio non hanno mai fatto male a nessuno, il vaccino antipolio, invece, ha danneggiato ormai tantissime persone.
Storia del vaccino in Italia. Fu introdotto l’antipolio Salk nel ’58 ma si rivelò poi molto pericoloso, negli anni ’59/60 si affermò il vaccino orale Sabin, considerato piu’ sicuro ed utilizzato subito in molti Paesi a sostituzione del Salk. In Italia la sostituzione si ebbe solo nel ’64 per consentire alle industrie farmaceutiche italiane produttrici di sieri e vaccini (l’I.S.I. di Napoli e l’I.S.M. di Milano) di continuare a produrre e vendere il Salk, esaurire le scorte, ammortare gli impianti e accumulare profitti.
I pericoli di chi è vaccinato. Paralisi di tipo poliomielitico e non; miopatie, epilessia, sclerosi a placche, herpes zoster, mieliti trasverse, psoriasi, bronchiti, casi di morte. I virus del vaccino antipolio Sabin inoltre sono attenuati ma mantengono tuttavia la capacità di moltiplicassi nel tratto gastrointestinale e di rivitalizzarsi. Nel corso del primo mese successivo alla vaccinazione antipolio, i bambini eliminano virus con le feci e costituiscono così una fonte di possibile contagio per gli altri.
Qualche statistica. Il vaccino della poliomielite è indicato con orgoglio da ogni governo come la prova definitiva che la vaccinazione di massa funziona. Il governo statunitense fa notare che durante gli anni peggiori della polio, in America si verificarono 20000 – 30000 casi, rispetto ai 20-30 all’anno al giorno d’oggi. Tuttavia il dott. Bernard Greenberg, capo del Dipartimento di Biostatistica presso l’Università della Carolina del Nord, Scuola di Sanità Pubblica, continua ad affermare che i casi di polio aumentarono del 50% tra il 1957 e il 1958 e dell’ 80% al 1959, dopo l’introduzione dell’immunizzazione di massa. In cinque stati – New England, Massachusetts, Connecticut, New Hampshire, Rhode Island e Vermont – i casi di polio più o meno raddoppiarono nel 1954 e nel 1955 dopo l’introduzione del vaccino per la poliomielite.
Malattie come la polio operano in modo ciclico. La grande epidemia di polio si verificò nel anni 1910, negli anni 1930 e negli anni 1950; poi i casi diminuirono grandemente fino a raggiungere quasi lo zero. Nei veri casi di polio, il virus vive nell’intestino, creando quella che ordinariamente è un’infezione innocua. Il virus morto, originariamente sviluppato da Joan Salk, viene iniettato sotto la pelle e si dà per scontato che viaggi attraverso il flusso sanguigno per creare anticorpi che lo ‘bloccheranno’ prima che raggiunga il sistema nervoso. Tuttavia, l’iniezione del virus della polio morto, non dà ‘un’immunità intestinale’, cioè non fa crescere gli anticorpi nell’intestino. Questo significa che, anche se non si contrarrà la polio paralizzante, il virus selvaggio continuerà a vivere nell’intestino e teoricamente potrà essere trasmesso a qualcun altro. Il vaccino originale di Salk richiedeva tre o più richiami ogni cinque anni. Quando venne somministrato per la prima volta, venne considerato un successo enorme, finché negli anni ’60 la percentuale di vittime di poliomielite salì. Il vaccino vivo orale (OVP), venne sviluppato da Sabin, e praticamente rimpiazzò il vaccino di Salk negli anni ’60, perché non solo conferiva, o così sembrava, un’immunità per tutta la vita a chi lo riceveva, ma gli impediva di divenire portatore del virus selvaggio.
Gli scienziati ora si rendono conto che ci sono poche prove che il vaccino vivo permetta il raggiungimento effettivo di questa immunità tipo ‘porta di servizio’ tra le persone vaccinate. Questa è stata la conclusione di uno studio scientifico condotto da un gruppo di ricercatori dopo un’epidemia di polio a Taiwan, dove il 98% dei bambini era stato immunizzato. Ci sono moltissime prove che il vaccino per la polio sia fallimentare. Molto delle epidemie dei nostri giorni si verificano più tra le persone immunizzate che tra quelle non immunizzate. Con il virus della polio vivo, il problema principale è che questa versione ‘attenuata’ o indebolita del virus contenuta nel vaccino può alterarsi geneticamente negli intestini, trasformandosi in una forma virulenta e provocando una poliomielite paralizzante in chi la riceve o in coloro con i quali vieni a contatto. (tratto da: “Ciò che i dottori non dicono: la verità sui pericoli della medicina moderna” di Lynne McTaggart Macroedizioni)

Tetano

I sintomi del tetano. Il tetano è un disturbo del sistema nervoso causato da spore che nidificano nelle ferite non adeguatamente disinfettate.
I sintomi tipici del tetano sono: mal di testa, depressione accompagnati da spasmi e convulsioni. I casi di mortalità sono oltre il 50% ma riscontrabili solamente in persone a cui non è stata applicata una terapia adeguata. Se riscontrata e curata in tempo di tetano si guarisce senza nessuna conseguenza in oltre l’80% dei casi.
E’ una falsa credenza che il tetano prolifichi in chiodi arrugginiti ed in luoghi sporchi, nella maggior parte dei casi invece si può scongiurare l’insorgere della malattia prestando attenzione alle più elementari norme igieniche: le ferite quindi dovranno essere sempre disinfettare in profondità e mantenute aperte sino alla guarigione sottopelle ad evitare l’insorgere delle spore in condizioni anaerobiche.
L’antitetanica in Italia. Fu introdotta in Italia nel ’68. Questa tabella indica quando è opportuno praticare la vaccinazione antitetanica e i relativi richiami periodici. Somministrazione. Età o intervallo:

  • Prima dose terzo mese
  • Seconda dose dopo 6-8 settimane
  • Terza dose dopo 6-12 mesi
  • Primo richiamo dopo 3-5 anni
  • Secondo richiamo entro il quattordicesimo anno
  • Terzo richiamo al diciannovesimo anno
  • Richiami successivi ogni dieci anni

Solitamente la prima dose viene praticata insieme all’antidifterica e all’ antipertosse nella cosiddetta tripla o DPT. Il vaccino si somministra per via intramuscolare profonda nella dose di 0,5 ml indipendentemente dall’età del soggetto. Leggete il testo del foglietto illustrativo revisionato dal Ministero della Sanità il 30/07/97 del vaccino INFANRIX HepB, vaccino combinato antidifterico, antitetanico, antipertossico acellulare e antiepatite B.

I pericoli di chi è vaccinato (e non). Il dubbio sull’opportunità di vaccinare un bambino viene da una semplice base statistica: perché vaccinare un neonato, quando e’ scientificamente riscontrato che il tetano colpisce quasi sempre individui adulti dopo i 50 anni?’. I bambini in definitiva, vaccinati e non contraggono quasi mai il tetano. Il tetano e la rabbia non sono trasmissibili per contagio interumano. Le difese immunitarie su cui i vaccini agiscono senza alcun controllo ne’verifica spesso poi vengono attaccate dalle più svariate malattie più e meno pericolose: L’AIDS, malattia infettiva comparsa negli ultimi vent’anni, ne è un valido esempio. Leggete a tal proposito, di seguito, la testimonianza di una persona affetta da HIV vaccinato contro il tetano.
Testimonianza: La vaccinazione antitetanica stimola IMMUNODEFICIENZA?. Testimonianza. Caro dottore, pensando e ripensando ai danni da vaccini, ho avuto modo di avere un flashback, su un avvenimento accadutomi 4 o 5 anni fa. Ero già positivo da una decina di anni all’HIV, ma la mia situazione immunitaria era stabile e buona praticamente da quando ho fatto il test. Ora che ci penso la mia situazione ha cominciato a peggiorare subito dopo avere fatto una vaccinazione antitetanica a lor dire necessaria per poter svolgere un lavoro stagionale di vendemmia. Naturalmente, informai l’ufficiale sanitario della mia sieropositività e gli chiesi con molta preoccupazione se questa vaccinazione fosse obbligatoria e se poteva influire negativamente sul corso della mia infezione. Mi rispose con sicurezza e con tono di sorpresa sulla mia interrogazione come se avessi detto un assurdità e mi disse:’ma cosa centra questo ? puoi stare tranquillo, se è obbligatoria un valido motivo ci deve essere no? Allora che non ero così informato come adesso mi misi il cuore in pace e feci questa vaccinazione. Per fortuna poi mi dimenticai di fare il richiamo, ma come ho già detto ebbi un marcato peggioramento proseguito poi fino ad oggi.

Epatite-B

Tra le vaccinazioni obbligatorie più ‘strane’ è stata inserita qualche anno fa dal Ministro De Lorenzo l’anti-epatite B. La definiamo strana come vaccinazione perché resa obbligatoria al terzo mese l’epatite-B non è assolutamente una malattia di età infantile ma si manifesta solo nell’individuo adulto! Tenendo conto che il vaccino dà una protezione di due anni ci si domanda l’utilità di vaccinare un bambino di pochi mesi contro una malattia che potenzialmente potrebbe contrarre solo da adulto! Senza tener conto poi che l’epatite B è benigna nel 97% dei casi è comunque rara e per contrarla è necessario venire a contatto con sangue infetto… è più pericoloso vaccinare o correre il rischio (nullo) che nostro figlio contragga l’epatite-B?
I rischi di chi è vaccinato (e non). Sulla vaccinazione anti-epatite B, la pratica vaccinale corrente(1) sostiene che è indispensabile, e che i rischi sono molto inferiori ai benefici. Per sostenere tali posizioni, a nostro parere distorce dati scientifici inoppugnabili, ed in particolare:

  1. Non tiene conto del fatto che in Italia i nuovi casi di epatite B acuta fossero in drastica riduzione prima dell’introduzione del vaccino: basta controllare le statistiche del’Istat su questa malattia, che indicano come si passò nei bambini da 0-14 anni da 9 su 100.000 nel 1985 a 1 su 100.000 nel 1990.
  2. Esalta i rischi della malattia (in questo caso dell’epatite B) usando scorrettamente dati presi da paesi con situazioni completamente diverse. In particolare, sottolinea che un possibile rischio a lungo termine dell’epatite B cronicizzata è il carcinoma del fegato (carcinoma epatocellulare = epatoma). La medicina convenzionale ne deduce quindi, che in Italia, la vaccinazione di massa è indispensabile per ridurre il rischio di questo tumore. Su questo punto, il manuale Merck afferma: (2) ‘il carcinoma epatocellulare … è una importante causa di morte in certe zone dell’Africa e del Sud-est asiatico (3) dove è la più comune neoplasia maligna interna…L’incidenza del tumore va di pari passo con la prevalenza geografica dell’HBV … I carcinogeni ambientali possono anch’essi avere un certo ruolo; p. es. da parte di molti autori si ritiene che l’ingestione di cibo contaminato con le aflatossine fungine contribuisca all’alta incidenza dell’epatoma nelle regioni sub-tropicali.’ Quindi:
    a. l’incidenza del carcinoma epatocellulare dipende dalla frequenza con cui il virus per l’epatite B è presente in una popolazione: in Italia la presenza del virus stava molto diminuendo prima della vaccinazione: quindi il rischio di questo tumore in Italia è molto inferiore che nelle zone sub-tropicalib.
    b. è assolutamente scorretto quindi prendere a prestito dati del sud-est asiatico, in cui la frequenza del virus nella popolazione è molto più alta e da questa dedurne una necessità di vaccinazione in Italia.
    c. oltre a ciò, si dimentica anche il ruolo delle aflatossine alimentari nell’origine del carcinoma: è noto che questo problema è tipico dei climi sub-tropicali e non dei climi mediterranei, come quello italiano.
  3. Sottovalutano completamente gli effetti collaterali sempre più evidenti, di questa vaccinazione. Ogni anno in Italia vengono vaccinati per l’epatite B circa 500.000 bambini più diverse centinaia di migliaia di adolescenti; inoltre questo problema riguarda anche il personale sanitario.
  4. La medicina convenzionale afferma che il vaccino anti-epatite B è molto ben tollerato ed ha scarsi effetti collaterali sistemici, quali febbre e cefalea; da ricerche effettuate anche su Med-line, si è evidenziato un’altro panorama di effetti collaterali: il vaccino ha molti effetti collaterali, diversi dei quali gravi.
  5. La raccolta trovata in Med-line, contiene tutti gli effetti collaterali del vaccino anti-epatite B? Questa raccolta, anche se contiene molti effetti collaterali, sicuramente è incompleta, perché:
    a. non sono stati effettuati studi accettabili con un gruppo di controllo sugli effetti del vaccino: di conseguenza gli effetti nocivi, sono in buona parte ancora sconosciuti ed imprevedibili.
    b. mancano gli studi con gruppo di controllo, che non sono stati mai stati fatti.
  6. Per avere studi molto rigorosi, occorre indagare anche su:
    a. azione tossicologica di tutti i componenti del vaccino.
    b. effetti collaterali insorti dopo la somministrazione del vaccino (effetti dopo l’immissione in commercio), e quelli a lungo termine, cioè dopo anni.

Riassumendo, dobbiamo constatare che vi sono enormi lacune, sia nella conoscenza della tossicologia del vaccino, sia degli effetti collaterali insorti nel tempo: il vaccino non è stato adeguatamente studiato e viene ora sperimentato direttamente sulle persone senza nessun controllo, né gruppi di controllo: è quindi scientificamente ed eticamente inaccettabile l’affermazione …. “che il vaccino è ben studiato e sicuro”, come affermano dal Ministero della Sanità, fino al medico vaccinatore!
National Library of Medicine’ (http://www.nlm.nih.gov:80/) si devono immettere le parole chiave: vaccination/hepatitis B/adverse reaction. Gli articoli (abstracts) originali, citati da Med-line, sono reperibili nelle maggiori biblioteche universitarie mediche. Il Physician’s Desk Reference (PDR) raccoglie tutte le schede tecniche approvate dalla FDA americana dei farmaci commercializzati negli USA; Le schede dei vari vaccini, sono fornite normalmente e direttamente dalle ditte produttrici, nel caso dell’Engerix-B, dalla SmithKline Beecham – Milano.

Come è stato creato il vaccino. L’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda che il vaccino per l’epatite B (HB) venga incluso nel programma di vaccinazione per neonati o bambini in tutto il mondo. In Italia il vaccino è obbligatorio. Quello di cui nessuno parla è come è stato creato il vecchio vaccino. Nessuna produzione di vaccini è simpatica (per esempio la produzione del vaccino della pertosse utilizza il muco di bambini infetti, quella del tifo usa gli escrementi delle vittime e la rosolia viene coltivata in feti abortiti), ma questa è una delle poche che derivano direttamente dal sangue umano, in particolare, i prodotti del sangue di persone omosessuali cha avevano contratto l’epatite. Il vaccino è stato rimpiazzato negli anni’90 da una versione ottenuta tramite l’ingegneria genetica o versione a ‘DNA ricombinante’, che viene coltivata in cellule di funghi unicellulari. Comunque i primi vaccini derivati dal plasma non sono mai stati ritirati dal mercato. Perciò fino a poco tempo fa, chiunque si fosse vaccinato per l’epatite avrebbe potuto ricevere un vaccino derivato da sangue umano. In un rapporto della Nuova Zelanda si parla dopo una immunizzazione di massa di eventi avversi quali: letargia e malessere, diarrea, asma, svenimenti, artrite, pallore, calo della pressione. (Tratto da “Ciò che i dottori non dicono: la verità sui pericoli della medicina moderna” di Lynne McTaggart, Macroedizioni)

Morbillo 

Il virus ed i sintomi del morbillo. Il morbillo è una malattia infettiva causata da un virus che colpisce principalmente l’apparato respiratorio, la cute e gli occhi. La malattia ha una durata di una due settimane ed i principali sintomi sono tosse, febbre anche elevata, raffreddore e dolori, rossore e sensibilità agli occhi. Caratteristica principale è anche la comparsa di puntini pruriginosi sul viso inizialmente per poi espandersi in tutto il corpo. All’interno della bocca invece compariranno dei puntini rosa (placche) con il centro grigio-biancastro. Il morbillo in popolazioni esposte al contagio non è assolutamente da considerarsi malattia grave, la cura consiste nel lasciare che la malattia segua il suo corso. In popolazioni esposte per la prima volta al virus, possono insorgere complicanze tra gli adolescenti ed i giovani, aumentando così l’incidenza di casi mortali. Circa un caso su centomila degenera in pan encefalite sclerotica subacuta che causa un indurimento del tessuto cerebrale e può diventare fatale. Non si conosce ancora l’immunità indotta dal vaccino ma è risaputo come in molti casi la fase apicale del morbillo non si manifesti più nei bimbi dai tre ai sei anni, ma negli adolescenti o peggio nei giovani già adulti. In questi casi purtroppo però il rischio di complicanze come la poliomelite e disfunzioni al fegato sono nettamente maggiori.
I pericoli di chi è vaccinato. Oltre al già citato rischio di contrarre la malattia da adulti, il vaccino antimorbilloso può causare incapacità di coordinamento, incapacità di apprendimento, ritardi nello sviluppo, meningite asettica, attachhi apoplettici, emiparesi, ed in casi più drammatici può arrivare alla morte. Si indaga sulla possibile relazione tra il vaccino e la sclerosi multipla, la sindrome di Rye, la sindrome di Guillain-Barre, disfunzione della coagulazione del sangue e diabete. (Bibliografia: Bambini e vaccini: Guida completa per genitori reponsbili. Macro Edizioni. pag. 25-27)

Influenza

L’influenza è una sindrome specifica, provocata da uno specifico agente virale, appunto il virus dell’influenza. I sintomi possono essere molto seri e persino mortali in persone che si trovano in condizioni generali di debolezza.
Sono state studiate finora due famiglie principali di influenza, il Tipo A e il Tipo B, ma ci sono molte varianti di questi virus nonché delle continue mutazioni del virus stesso. È quindi estremamente difficile poter prevedere quale sarà l’agente causale di una futura epidemia influenzale e, nello stesso tempo, è ancora più difficile produrre il corrispondente vaccino. La costante mutazione del virus, l’imprevedibilità di quale virus si manifesterà, dove e quando questo avverrà, fanno dell’intero business della vaccinazione antinfluenzale una colossale partita a poker.

Tra le credenze più diffuse, quella maggiormente nota è che chi fa la vaccinazione non prenda poi l’influenza. Quella che noi conosciamo come influenza è in realtà una sindrome para-influenzale, con sintomi quali febbre, brividi, dolori muscolari o alle giunture, mal di testa, naso che cola e uno stato di malessere generale. Questo tipo di malattia non ha in realtà niente a che vedere con la vera influenza, né tantomeno può essere prevenuta con una semplice vaccinazione. Così, quando un medico garantisce ai propri pazienti che non avranno l’influenza dopo aver fatto la famosa iniezione compie una vera e propria manipolazione amorale della verità: questa rappresenta la base su cui si fonda il profitto sia di quanti producono il vaccino che di quelli che lo somministrano.
A parte la manipolazione della verità, il punto fondamentale è ora quello di capire l’efficacia e la sicurezza di questo vaccino.

Efficacia del vaccino. La mancanza di efficacia del vaccino antinfluenzale è ben descritta in uno studio olandese (1), condotto in una casa di riposo per anziani, dove a dispetto della vaccinazione di circa 2/3 della popolazione residente venne colpita da una forte influenza una percentuale pari al 49% di questi (con patologie molto critiche quali infezioni batteriche e polmoniti ed una elevata mortalità, circa il 10%). La prima importante notazione è che circa il 50% della popolazione vaccinata contrasse l’influenza, a fronte del 48% circa di quella non vaccinata. In aggiunta, la dotazione di anticorpi collegati all’influenza Tipo A era positiva nel 41% delle persone vaccinate contro il 36% di quelle non vaccinate. Questi primi dati dimostrano chiaramente che la vaccinazione non ha avuto affatto una funzione protettiva.
Ulteriori esami di laboratorio hanno confermato che mentre la formazione di anticorpi contro il vaccino rientrava nella norma, il virus causante l’influenza Tipo A non aveva praticamente reagito al vaccino nei pazienti iniettati.
Un paragone fra questo caso ed una situazione ambientale similare di un secondo ospizio (1988) dimostra come in quest’ultimo sia la patologia che la mortalità risultassero significativamente minori, rispettivamente il 37% ed il 3%. La differenza sostanziale fra i due casi era, neanche a dirlo, la mancata vaccinazione nel secondo.
L’introduzione di anticorpi in persone anziane non supera mai il 52/67% [2]: Morris afferma persino che l’efficacia non supera il 20% [3]. Errori di produzione, trasporto, conservazione e distribuzione possono contribuire ad una ulteriore perdita di efficacia (4).
Sicurezza del vaccino. Le domande riguardo la sicurezza dei vaccini non sono purtroppo una novità. Fin da prima del 1973, Robin scriveva che tra il 1966 ed il 1970 quasi tutti i vaccini antinfluenzali prodotti in USA erano tossici [5]. Vedremo nel seguito i principali effetti collaterali riscontrati.

(I) Complicazioni neurologiche

Per diversi anni le complicazioni neurologiche di questa vaccinazione sono state semplicemente NEGATE. Nel 1966 Stuart e Harris scrivevano: – c’è una lieve evidenza che alcuni di questi disturbi, durante e dopo la malattia, siano direttamente correlabili al virus dell’influenza -. [6]. Nel 1971 Wells scriveva ancora che: – al momento non esiste la possibilità di provare o meno una relazione eziologica in questo senso -. [7].
Successivi studi condotti negli USA hanno dimostrato una relazione fra entrambi: quanto osservato durante e dopo la campagna di vaccinazione di massa con vaccino ‘A/New Jersey’ del 1976 è stato riportato in una serie di statistiche. Gli autori hanno calcolato la frequenza delle complicazioni neurologiche rispettivamente in 1 caso su 0,7 milioni di dosi (influenza Tipo B) e in 1 caso su 1,3 milioni di dosi (influenza Tipo A): chiaramente sono stati presi in considerazione solo i casi documentati, mentre, come accade regolarmente, non tutti i casi sono stati diagnosticati e riportati correttamente. Il quadro reale è quindi ben più ampio.
La prima sindrome ad essere collegata alla vaccinazione è la paralisi di Guillaine Barrè (1977) – GBS. Solo un anno più tardi i ricercatori scoprirono che le complicazioni neurologiche non rimanevano circoscritte a questa patologia ma, al contrario, emersero un numero considerevole di affezioni neurologiche aggiuntive. Hennessen et. al. definiscono questo insieme di sindromi come ‘straordinariamente ampio’ e osservano che nel corso di un processo di infezione post-vaccinica non è raro che queste si manifestino in varie forma combinate.
Sebbene le prime sindromi fossero state diagnosticate dopo la campagna di vaccinazione di massa con il vaccino ‘A/New Jersey’ le complicazioni post-vacciniche non possono essere attribuite o limitate esclusivamente a questo particolare farmaco. Tutti i 28 casi descritti da Hennessen et. al. erano stati trattati con un vaccino che non conteneva il ceppo ‘A/New Jersey’. Nei dati epidemiologici raccolti dagli autori di questa ricerca emerge che l’incidenza delle affezioni era significativamente alta in autunno (da settembre a novembre), 4 volte maggiore normalmente nei maschi rispetto alle femmine e in tutte le fascie di età (da 16 a 73 anni, con una media di 38,9). L’intervallo di tempo fra la vaccinazione e i primi sintomi variava da 24 ore a 4 settimane, con una media di 11,3 giorni, [8]. Prendiamo in considerazione quindi le complicazioni osservate.

A. Paralisi

  1. Sindrome di Guillaine Barrè (GBS). La relazione fra vaccinazione antinfluenzale e GBS è stata dimostrata dopo la vaccinazione di massa con il vaccino ‘A/New Jersey’, negli USA. In 11 stati, confrontando campioni di persone vaccinate e non, è emerso che in quelle vaccinate compariva la GBS in 1,55 casi su 1 milione, rispetto ai 0,17 casi su 1 milione dei non vaccinati (ben 9,11 volte più frequente). Hennessen fa riferimento ad un quadro leggermente diverso, riportando 8 casi su 1 milione nei vaccinati rispetto a 1,8 casi su 1 milione nei non vaccinati [8]. Il 31% dei casi comparivano in soggetti al di sopra dei 60 anni: solo il 7% avveniva nel giro di 7 giorni dopo la vaccinazione, il 74% tra gli 8 e i 28 giorni successivi, il 14% anche dopo 9 mesi. La maggior parte dei casi veniva quindi diagnosticata tra la 2° e la 4° settimana dopo la vaccinazione: solo casi sporadici si manifestavano dopo 9 settimane. Ehrengut e Allerdist affermano che, entro 3 settimane dalla vaccinazione, la frequenza è già superiore a 3,12 casi per milione [4], il che porterebbe il fattore di rischio al valore ragguardevole di 18,35. Gli stessi autori hanno descritto il caso di un paziente colpito da una paralisi alle estremità con un progressivo interessamento dei muscoli intercostali ed una paralisi facciale, [4]. Questo tipo di complicazioni si manifestano normalmente in individui sani non affetti da nessuna patologia in precedenza. Altri casi sono stati descritti durante un simposio IABS a Ginevra, 1977 [10].
  2. Paralisi facciale. Questa sintomatologia si manifesta in combinazione di una GBS, [4, 8].
  3. Paralisi delle estremità. Il caso di un uomo di 40 anni che ha sviluppato una paralisi multipla agli arti superiori, con uno stato di sofferenza particolarmente grave, atrofia dei deltoidi e ipoestasia del braccio destro, a fronte di una iniezione di antinfluenzale fatta sull’avambraccio sinistro, [4]. In un altro caso, un uomo di 58 anni, abbiamo la paresi di entrambi gli arti inferiori, [4]. Wells descrive a sua volta due casi di mielite trasversa, [7].
  4. Sindrome di Landry.
  5. Paralisi del nervo ipoglosso.

B. Polineuriti

Questa patologia è tipica delle mani e dei piedi, eventualmente accompagnata da sintomi di paralisi, [4]. Sono stati documentati casi di poliradiculite, poliradiculiomielite e poliganglioradiculite. Altre patologie riscontrate:

  1. Ipoestasia
  2. Parestesia (formicolio e torpore), [4, 8]
  3. Nevralgie:
    1. Nevralgia del trigemino, [8]
    2. Ischialgia (lateralizzata destra), [8]
    3. Nevralgie intercostali (dolori al petto), [8]
    4. Neuropatia sensoriale al plesso brachiale (sindrome di Personage-Turner), {8, 12, 13].

C. Meningiti

L’infezione meningea e il torcicollo, con perforazione lombare sono tutti sintomi che possono sussistere indipendentemente o come parte di una GBS, [4].

D. Encefaliti

Sono state documentate encefalomieliti ed encefalopatie in genere: un caso è stato descritto da Ehrengut e Allerdist, con iniziale perdita della vista e progressiva e completa perdita di coscienza fino alla paralisi finale, (4). Il caso descritto da Hannessen (caso 10) manifestava encefalite con disturbi centrali del N. Vestibolare, [8]. Nello stesso studio troviamo anche un’encefalite (caso 13). In altri casi [20 e 21] era stata diagnosticata una meningoencefalomielite. Woods descrive un caso di encefalite in una bambina di 7 anni, 1963 (14), come Warren nel 1956 [15]: altri due casi sono stati documentati nel 1962, [16].

E. Sclerosi multipla (MS)

Alcuni autori descrivono una ‘sindrome encefalomielitica ricorrente’ dopo la vaccinazione, [17, 18]. Hennessen et. al. parlano di un caso simile, dove si poteva fare una diagnosi certa di MS, [8]. Una accentuazione dei sintomi è stata riscontrata in un caso su 93 pazienti affetti da MS vaccinati contro l’influenza, [19, 20].

F. Atassia

Un uomo di 34 anni, nove mesi dopo la vaccinazione, sviluppava una marcata difficoltà di deambulazione: nello stesso periodo era affetto da una polineurite sensoriale manifestatasi in coincidenza dell’iniezione stessa.. la diagnosi finale parla di Atassia degli arti inferiori, lateralizzata destra, [8].

G. Mal di testa

Forti mal di testa, [8], sono stati segnalati nelle 24 ore successive alla vaccinazione: questi sintomi suggeriscono una diagnosi di irritazione del meningeo o cervello. In questa direzione occorrerebbero ulteriori approfondimenti.

H. Disorientamento locale, [8]

I. Stato di incoscienza. Questi sintomi sono stati descritti da Stör & Mayer, [21].

J. Tremito degli arti superiori, [21]

K. Movimento automatico delle dita (mani e piedi), [21]

L. Afasia (perdita della parola)

(II) Infezioni Respiratorie

A. Bronchiti. Una forte bronchite, con febbre alta è stata riportata nel caso di un giovane di 29 anni che in un secondo momento ha sviluppato una GBS, [4].
B. Broncopolmoniti. Il caso di un uomo di 41 anni: i sintomi iniziali sono stati quelli di una parestesia alle punta delle dita. Dopo 14 giorni dalla vaccinazione è subentrata la broncopolmonite con decesso finale, [8].

(III) Problemi Gastrointestinali

A. Vomito: il caso descritto, [4], è quello di un uomo a 13 giorni dalla vaccinazione, con successiva sintomatologia paralitica.
B. Nausea, [8]
C. Incontinenza rettale, [8].

(IV) Sintomi Urinari

Disuria o paralisi della vescica: a 13 giorni dalla vaccinazione si manifestano difficoltà e fastidio nelle normali funzioni urinarie, la diagnosi parla di dilatazione della vescica. Ne segue una paralisi completa della stessa e si rende necessaria la cateterizzazione con sintomi di paralisi alle estremità, [4].

(V) Problemi Sessuali

Impotenza: diminuzione della potenza sessuale per più di 3 mesi in un paziente affetto da GBS, [4]. Impotenza, [4].

(VI) ORL

A. Vertigini. Vertigini con tendenza alla caduta sulla destra, 5 giorni dopo la vaccinazione, accompagnata da encefalite, in un giovane di 18 anni, [4]. Vertigini con nistagmo entro pochi minuti dalla vaccinazione, talmente forti da non far alzare da solo e rimanere in piedi un ragazzo sano di 13 anni, [4]. Affezione del N. Vestibolare in combinazione con encefalite, [8].
B. Rumori di fondo alle orecchie (sibilo), [8]
C. Sordità parziale, [8]

(VII) Occhi

A. Prooptosi, [8]
B. Edema della retina, [8]
C. Diminuzione della vista (visione sfuocata), [8]
D. Diplopia, [8]
E. Nistagmo, [8]
F. Paralisi dei muscoli oculari (nervi craniali VII e IX), [8]

(VIII) Problemi Circolatori

A. Collasso, [8]
B. Decolorazione transitoria a lividi delle mani, [8]
C. Trombocitofenia allergica: in un uomo di 58 anni, 7 giorni dopo la vaccinazione.
D. Alterazioni della pressione sanguigna (abbassamento ed innalzamento), [8]
E. Angina pectoris, [8]
F. Collasso, [8]. Hennessen et. al. hanno descritto alcuni casi, ciascuno su persone anziane ipo o iper-toniche, un altro in un soggetto giovane affetto da ophistotonus e fitte tonico-cloniche dopo alcuni minuti dalla vaccinazione.

(IX) Sintomi Generali

A. Febbre: in combinazione con altre sindromi, come ad es. meningite o GBS.
B. Sonnolenza: come parte di una più ampia sindrome neurologica, come ad es. una GBS, [4,8].
C. Fatica: come parte di un generale decadimento della capacità motoria e funzionale, (21).
D. Reazioni Anafilattiche: tipica in questi casi è la brevità del periodo di incubazione. Ehrengut e Allerdist hanno descritto questo tipo di reazione in un individuo allergico mezzora dopo la vaccinazione, [4]. Warren ha descritto un caso in cui la reazione ha seguito di 4/5 ore l’iniezione, con febbre, coriza e broncospasmi, [15].

(X) Problemi Mentali

A. Difficoltà di pensiero, [21]
B. Perdita di iniziativa, [21]
C. Stato confusionale, [14]
D. Allucinazioni, [14].

(XI) Problemi Emozionali

Tristezza, [21].

(XII) Morte

Un uomo di 41 anni muore dopo 4 settimane dalla vaccinazione, dopo progressiva polineuropatia e broncopolmonite, [4]. La morte sopraggiunge nel giro di 4 giorni, [7].

Conclusioni


Distribuzione per fasce di età.
I molti casi descritti e disponibili nella letteratura medica dimostrano che tutte le fasce di età sono suscettibili ad effetti collaterali. Particolarmente importante è la frequenza di soggetti con effetti collaterali dopo la vaccinazione a fronte di lunghi periodi precedenti (anni) in cui hanno goduto di buona salute. Questo significa, se non altro, che la mancanza di effetti collaterali dopo una prima vaccinazione non garantisce affatto verso una seconda iniezione fatta in un periodo successivo. Nei casi di GBS dopo la vaccinazione, l’11% riguardava persone al di sotto dei 30 anni, il 58% tra i 30 e i 59 anni ed il restante 31% 60 e più anni.

Eziologia (ricerca della causa della malattia)

Diversi meccanismi possono giocare un ruolo importante nello sviluppo di una neuropatia post-vaccinica.

  1. Reazione ipersensitiva del sistema nervoso: è riscontrabile in un gran numero di casi. Poser e Fowler descrivono delle similitudini fra GBS e malattie da siero.
  2. Reazioni tossiche: possono aversi subito dopo l’inoculazione del paziente, anche in assenza di allergie specifiche.
  3. Infezioni virali del cervello, da virus contenuti nel vaccino, [4] o da riattivazione di germi latenti, [21].
  4. Attivazione di malattie autoimmunitarie latenti, [21].

Il fatto che vaccini diversi, provenienti da case produttrici differenti, portino a complicazioni così similari fra loro, suggerisce che tali conseguenze non sono tanto un problema di impurezza del prodotto, quanto piuttosto un rischio insito in questi farmaci.

Controindicazioni

Ciascun deterioramento del sistema immunitario dovrebbe, in buona sostanza, essere considerato come una controindicazione del vaccino.

  1. Allergie: specialmente alle sostanze contenute nel vaccino. Allergie alle proteine, latte di mucca, ecc., febbre da fieno. Costituzioni allergiche spesso portano a reazioni ipersensitive, [8].
  2. Infezioni acute, con o senza febbre devono costituire una ragione importante per posticipare o abbandonare la vaccinazione.
  3. Un danneggiamento cronico del sistema immunitario (malattie autoimmunitarie) implica un aumento dei rischi nel caso di vaccinazione. (Traduzione dell’articolo originale: Flu Vaccine, ©1996 International Vaccination Newsletter dal sito internet: http://www.healty.net)
Scarica il manifesto del Comilva, Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione. Si articola in Gruppi, Comitati o Associazioni radicate sul territorio il cui scopo è quello di ottenere la Libertà di Scelta in materia di Vaccinazioni e la tutela dei Diritti dei Danneggiati da vaccino.

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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+