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Compie 40 anni ma per l’Inps è morto da 16 anni

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Massimo Minotti è vivo e vegeto, ha 40 anni, ma per l’Inps è morto il 30 ottobre 1998. Una storia impossibile per un paese normale, ma siamo in Italia. Minotti l’ha presa sul ridere e ha comunicato di essere “morto” da 16  anni, secondo l’Inps, su Facebook provocando battute tra gli amici.

Massimo è un musicista originario di Mantova, diplomato al Conservatorio di Torino, e sotto la Mole si è anche laureato in Scienze delle Comunicazione. “Laurea nel 1999, questo prova che ero e sono ancora vivo”. Del “suo decesso” se ne è accorto quando ha notato che non gli erano più state versate sul conto in banca le pensioni di invalidità dei due fratelli, di cui Massimo è il tutore legale. Si è allora rivolto all’Inps, ma quando ha chiesto spiegazioni allo sportello, l’impiegata gli ha detto che risultava morto il 30 ottobre 1998. Massimo Minotti è vivo, ma per l’Inps era morto da 16 anni.

“Ci sono voluti due mesi di carte bollate per dimostrare che era vivo e rimettere tutto a posto” racconta il “resuscitato”. Da settembre, così è stato spiegato all’interessato, arriveranno i soldi. Secondo le prime indiscrezioni pare che alla base dell’equivoco vi sia un caso di omonimia. La morte può attendere, anche l’Inps.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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