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C’era una volta il libro

 

Dopo 244 anni, l’Enciclopedia Britannica non verrà più stampata. L’edizione 2010 ha venduto solo otto mila copie a confronto delle 120 mila nel 1990. Le vendite sono state compensate, in parte, già da qualche anno dalla gestione dei contenuti digitali. L’edizione cartacea rappresentava infatti circa l’1% delle entrate, la versione on line il 15% e la maggior parte proviene da materiale educativo venduto al mercato delle scuole. I contenuti sono stati traslati nel digitale, con il vantaggio di essere meglio aggiornati e più orientati all’educazione. Il prezzo è passato da essere 1.400 dollari per i 32 volumi, a 70 dollari per l’accesso on line per un anno.
Questo è forse il segnale più visibile di un trend che sta attraversando tutta l’industria dell’editoria che negli Stati Uniti ha visto una flessione del 9,2% nella vendita di libri cartacei nel 2011. L’Italia è ancora in una fase di passaggio avendo perso solo l’1,7%, ma molti Paesi europei ci stanno precedendo in questo trend come la Gran Bretagna e l’Austria (entrambe allo -7,20%) e la Spagna (-3,90%) .
 A erodere il mercato è la digitalizzazione dei contenuti e la sempre maggior disponibilità di Tablet eReader che si distinguono dal fatto di avere un display retroilluminato o essere dotati di inchiostro elettronico che facilita la lettura. Tra i più diffusi l’‘iPad, un Tablet introdotto nel 2010, e il Kindle, un eReader distribuito da Amazon a partire dal 2007. Nel solo 2011 sono stati venduti oltre trenta milioni di eReader nel mondo più che raddoppiando il numero dell’anno precedente, a questi è necessario aggiungere i Tablet come iPad, Kindle Fire, Nook e Vox. Nella sola Italia tra Tablet e eReader si stima ci siano circa un milione di dispositivi. Ma questi non sono gli unici strumenti per leggere un e-book. Negli Stati Uniti il 42% dei lettori digitali ha letto e-book con PC , il 41% con eReader, il 29% con smartphone, ed il 23% con Tablet.
Con questa offerta di dispositivi non è un caso che i lettori di e-book in un dato giorno siano aumentati di quattro volte rispetto a due anni fa negli Stati Uniti. Il lettore di e-book è quello più assiduo ed in media legge 24 libri l’anno a confronto di una media di 15 per chi legge solo libri di carta, tuttavia l’88% dei lettori di e-book legge anche libri di carta.
frenarne la diffusione nei confronti di chi ha già provato un e-book sono solo due motivi:la lettura con i bambini in cui si preferisce la carta e la difficoltà di condivisione dei libri con gli altri. Riuscire a recuperare un libro velocemente e leggere libri quando in viaggio sono invece le ragioni principali per leggere gli e-book.
Alcuni editori sono riusciti ad anticipare meglio di altri questa trasformazione. Ad esempio, Penguin Group ha aumentato il proprio fatturato dagli e-book del 106% nel 2011, che pesa il 12% sulle entrate complessive. A fronte di un fatturato globale sostanzialmente inalterato (+1%), ha aumentato l’utile del 8%. Nelle dichiarazioni della società uno dei fattori che ha permesso questi risultati sono proprio le pubblicazioni digitali, oltre al record di bestseller in un anno e a processi interni più efficienti. La produzione digitale di Penguin è consistita di e-book, e-book app, enhaced book e una serie di instant book con poche pagine e con basso tempo di messa sul mercato, che hanno chiamato eSpecials. Per il 2012 sono stati pianificati il doppio di eSpecials (6 al mese).
Simon & Schuster ha avuto risultati simili a Penguin Group: un fatturato stabile (-1%) e un utile operativo in salita del 31%. La società ha collegato in modo esplicito questi numeri a “una forte crescita delle vendite digitali che sono più che raddoppiate dal 2010”. Pearson (società proprietaria di Penguin) ha visto aumentare i profitti digitali a 2 miliardi di sterline nel 2011 pari ad un terzo di tutti i ricavi e stima che questi supereranno i ricavi dalla vendita di libri stampati nel 2012.
Il digitale ha portato anche a sperimentare nuovi modi di creare i libri. Ad esempio Volpen è un servizio di scrittura collettiva on line che permette di collaborare, capitolo per capitolo, alla realizzazione di un unico volume per poi dividerne i diritti e gli eventuali ricavi. Coliloquy permette di creare l’Active Fiction, nuovo modello collaborativo fra scrittori e lettori, che decidono attivamente in che direzione far andare la trama del romanzo.
La modalità di lettura stanno cambiando e aumentano i progetti per la socialità legata al libro, come Readmill.comFlatleaf.com,24symbols.com, Subtext.com e l’italiano Bookliners.com. Queste comunità permettono di condividere le annotazioni personali sui libri. Anche gli stessi Tablet e ereader come Kobo e Vox hanno inserito al loro interno la condivisione di contenuti legati agli e-book anticipando nuovi modi di lettura collettiva dei libri.
La distribuzione dei contenuti digitali sta andando verso un modello stile Netflix per i film in cui si paga un fisso mensile per poter guardare tutti i film a catalogo. Anche nel settore librario sono nati siti che si basano sul modello di sottoscrizione mensile per accedere a contenuti gratuitamente, come 24symbols.com il cui costo mensile è di 9,99 dollari al mese per poter accedere a tutto il catalogo. Amazon ha provato il modello in cui per 79 dollari all’anno gli utenti hanno la possibilità di prendere in prestito un e-book al mese scegliendo tra una biblioteca di quasi 5mila titoli. Tuttavia questo servizio è dovuto essere ripensato dopo la forte opposizione ricevuta dagli editori. Le stesse biblioteche negli Stati Uniti sono diventate più accessibili e si possono scaricare i libri con il solo numero della propria tessera. Ovviamente le copie di un certo libro sono limitate ed è possibile tenere il libro per un massimo di 14 giorni.

(Fonte  Davide Casaleggio Harvard Business Reviews)


Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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