Profughi nelle tendopoli, alberghi agli sfollati

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“Avviso per chi la continua a menare con i 35 euro degli immigrati: farvi fare la terza media è costato alla collettività 63.900 euro, sempre che non vi abbiano bocciato perché allora siete costati altri 8.500 euro all’anno. Fanno circa 38 euro per ogni giorno di scuola, li rivorremmo indietro”. Pierpaolo Ascari

Paragonare la situazione degli sfollati con quella dei migranti chiedendo che negli hotel nei quali sono ospitati i profughi vadano gli abitanti delle zone terremotate che sono rimasti senza casa, oppure che i 35 euro che spettano agli immigrati (che poi 32,5 euro se li “mangiano” gli italiani) vangano dati ai terremotati è un immensa stronzata coglionista! L’unica cosa che dobbiamo fare è aiutare, non dividere, tutti coloro che hanno bisogno.

“A nessun amatriciano sentirete dire che bisogna cacciare gli immigrati dagli alberghi per metterci i terremotati. Primo perché per chi ha vissuto un dramma così, la solidarietà è un sentimento molto forte. E uno che scappa dalla guerra lo senti un po’ un tuo simile. Secondo, perché a Amatrice era ospitato un gruppo di richiedenti asilo, a cui tutti si erano affezionati. E perché l’altra notte erano anche loro a scavare, e perché anche qualcuno di loro sta sotto le macerie. Quindi grazie lo stesso, e accoglienza per tutti quelli che ne hanno bisogno, senza noi e loro”. Francesca Spada, ragazza di Amatrice rimasta senza casa

P.s. che non fa notizia: Diversi immigrati stanno rinunciando al “poket money” (la loro somma garantita di 2,5 euro al giorno) per fare una donazione agli sfollati di Accumoli, Amatrice e Pescara del Tronto. Continue Reading


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Dare la possibilità ai bambini disabili di fermarsi alla scuola d’infanzia

disabili-scuola

“Sono la mamma di Gianluca, un bimbo di 7 anni affetto da una malattia rara che gli ha causato un grave ritardo psicomotorio. Abitiamo a Spinea (VE).
Ho voluto lanciare questa petizione per rendere noto come la legge italiana non tenga conto dei bisogni di bambini speciali, che hanno esigenze completamente diverse dai bambini della stessa età.
Il mio caso è molto semplice: la legge ci obbliga a mandarlo alla scuola primaria, nonostante tutti gli specialisti che lo seguono abbiano convenuto che per il suo benessere e per le sue attuali abilità, risulti fondamentale che lui si fermi un altro anno alla scuola dell’infanzia, scuola con spazi ed attività adeguate.
Gianluca non cammina e non parla, ma adora stare in mezzo agli altri bambini, nella scuola d’infanzia ci sono gli spazi idonei per far sì che lui utilizzi il suo deambulatore e nello stesso tempo riesca a stare disteso a terra e gattonare anche in inverno essendoci il riscaldamento a pavimento.
Tra l’altro, la negazione dell’iscrizione è avvenuta a fine giugno 2016, nonostante la domanda di fermo all’infanzia fosse stata fatta a febbraio 2016 come da tempistica.
Ritengo sia corretto mettere dei ‘paletti’, ma ritengo altrettanto corretto valutare il singolo caso nel momento in cui la richiesta sia opportunamente documentata e ragionata.

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La povertà non va in vacanza neppure a Ferragosto

povertà

“Anche in questo periodo di Ferragosto, che la maggior parte dei napoletani dedicano alle meritate ferie, nel capoluogo partenopeo la povertà è l’unica che non può consentirsi di andare in vacanza.

Girando per le strade semideserte è facile osservare che sono notevolmente aumentati i questuanti, i barboni, le persone che rovistano ad ogni ora del giorno all’interno dei cassonetti per la spazzatura alla ricerca di cibo, ma, e questo è l’aspetto più preoccupante, sono aumentate le persone che chiedono la carità per strada accompagnate da bambini anche in fasce. Come la donna che anche in questi giorni in via Tino di Camaino, seduta su una cassetta per la frutta, stende la mano tenendo tra le braccia un neonato o come il clochard che nella centralissima via Scarlatti dorme in pieno giorno sul marciapiede disteso su un cartone. Continue Reading

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Caro Renzi, ti auguro di passare quello che la mia famiglia sta passando

buona scuola-Matteo Renzi

La lettera aperta dell’Ing Antonio Capodieci, rivolta al presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla cosiddetta buona scuola.

“Caro Matteo,

auguro a te, ai membri del tuo governo, a tutti i parlamentari che lo sostengono ed alle rispettive famiglie di passare quello che io, la mia famiglia e le famiglie di decine di migliaia di professori italiani stanno passando in questi mesi a causa della cosiddetta buona scuola. Continue Reading

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