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E-commerce: In Italia soltanto il 29% dei consumatori acquista online

E-commerce in Italia

Il nostro Paese è al 26esimo posto in Europa per acquisti online. È quanto emerge da un’analisi della Commissione Europea. Appare quindi chiaro il ritardo del nostro Paese riguardo l’e-commerce.

In Europa si acquista sempre di più online e cresce la fiducia in questo strumento. In dieci anni, infatti, la percentuale di cittadini europei che acquista online è quasi raddoppiata, passando dal 29,7% nel 2007 al 55% nel 2017. Oggi i consumatori fanno acquisti online con più fiducia.

In Italia l’e-commerce ancora non decolla

In Italia, però, purtroppo, gli acquisti su Internet continuano a non decollare. Secondo i dati dello scoreboard sui consumi online della Commissione Ue, in Italia solo il 29% dei cittadini acquista online, dato che colloca il paese al 26esimo posto su scala europea prima soltanto di Bulgaria e Romania. In testa alla classifica il Regno Unito, la Danimarca e il Lussemburgo. Continue Reading


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Italia seconda in Europa per numero di telefonate spam

telefonate spam

In base al report realizzato da Truecaller, sviluppatore della famosa App per smartphone che identifica e blocca le chiamate moleste in entrata, l’Italia è il secondo Paese europeo più colpito dal fenomeno delle telefonate spam. Peggio di noi solo il Regno Unito.

A livello globale il nostro Paese si piazza al 13° posto con 8,8 chiamate in media per persona. Nel mondo la nazione con la maggior quantità di chiamate spam è l’India (22,6 chiamate) seguita dall’America e dal Brasile.

I dati fotografano una situazione a dir poco insostenibile per i consumatori italiani che ogni giorno vengono disturbati agli orari più impensabili da telefonate fastidiose, spesso insistenti, che non portano a nulla di buono se non a far perdere tempo e pazienzadichiara Francesco Luongo, Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino. “A farla da padrone, come denunciamo da tempo, è il telemarketing che ormai dilaga in tutti i settori a cominciare da quello dell’energia elettrica e del gas. Al solo annuncio dell’imminente fine del mercato tutelato, si è scatenata una vera e propria giungla di offerte che vengono propinate al telefono, in modo spesso ingannevole, agli ignari consumatori”. Continue Reading

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In Italia record di Neet e di povertà estrema

Neet

L’Italia non è un Paese per giovani, ormai lo sappiamo bene. Una generazione di rassegnati che deve affrontare la letale combinazione di scarse opportunità, redditi bassi, flessibilità massima, costi contributivi elevati e nessun welfare. Giovani che pagano alla crisi o all’incapacità del sistema educativo con l’esclusione dal sistema sociale.

La conferma arriva dagli ultimi dati del 2016 pubblicati dalla Commissione Europea. L’Italia detiene, infatti, la percentuale più alta nell’Ue di giovani fra i 15 e i 24 anni che non hanno lavoro e nemmeno lo cercano (i cosiddetti Neet). Sono il 19,9% contro una media Ue dell’11,5%. Un record che detiene ormai ininterrottamente dal 2013.

Al secondo posto (18,2%) troviamo la Bulgaria, che aveva il record fino al 2012, mentre terza è la Romania (17,4%), poi a seguire Croazia (16,9%), Cipro (15,9%) e Grecia (15,8%) e Spagna (14,6%).

Inoltre in Italia chi riesce a trovare un lavoro, in più del 15% dei casi ha contratti precari, e se non ha ancora 30 anni guadagna meno del 60% di un lavoratore over 60. Ne consegue che i giovani italiani escono dal nido familiare fra i 31 e i 32 anni, molto dopo la media Ue di 26 anni.

Ma i dati allarmanti riguardano anche il trend del numero di persone che in Italia vivono in condizioni di povertà estrema: 11,9% (contro il 7,8% medio dell’Ue e il 6,8% dell’area dell’euro), cifra aumentata fra 2015 e 2016, unico caso in Ue con Estonia e Romania. Nel 2016, la disoccupazione fra i 15 e i 24 anni è stata al 37,8%, in calo rispetto al 40,3% del 2015, comunque la terza in Europa dopo Grecia (47,3%) e Spagna (44,4%).

L’Ocse, ha poi messo l’Italia agli ultimi posti nella sua classifica sul mercato del lavoro. Solo il 57,7% degli italiani in età lavorativa è occupato. Peggio fanno solo Grecia (52,7%) e Turchia (50,9%).

Una volta Charles De Gaulle disse che l’Italia non era un Paese povero, ma un povero Paese. Aveva ragione.

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Pubblica amministrazione italiana: Burocrati vecchi e strapagati

Pubblica amministrazione italiana

La Pubblica amministrazione italiana è la più vecchia dei 34 Paesi membri appartenenti all’Ocse. Il 45% dei dipendenti pubblici italiani ha oltre 55 anni. In Germania la quota degli over 55 non supera il 20% e nell’intera area Ocse si registra in media il 24% di lavoratori sopra i 55 anni e il 18% al di sotto i 34 anni. È l’Ocse a fornire questi dati impressionanti. Continue Reading

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Insegnanti italiani meno pagati d’Europa

Insegnanti italiani meno pagati d’Europa

Insegnanti italiani sempre più poveri, sono tra quelli con lo stipendio più basso in Europa. Peggio dell’Italia fa soltanto la Grecia. Da anni ormai l’Italia è tra i Paesi d’Europa in cui gli insegnanti vengono pagati di meno. Ma il guaio è che la situazione non accenna a migliorare. È questa la fotografia scattata dall’ultima ricerca dell’Ocse. Continue Reading

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