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L’ha detto la Rete! Allora ci credo

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Il Washington Post ha intervistato un uomo che ha fatto della bufale su web e sui social un’impresa fiorente. Lui è Paul Horner, ha 38 anni, e oltre a guadagnare, grazie ad AdSense (servizio di banner pubblicitari offerto da Google), circa 9.000 euro al mese creando “falsità”, è convinto di aver dato un contributo significativo all’elezione di Trump: Continue Reading


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Il futuro del denaro: Le criptovalute

 

Le monete comunemente intese potrebbero diventare molto presto uno strumento obsoleto. In un momento storico come quello attuale, in cui il costo del denaro e la tempistica e complessità delle procedure associate ai movimenti pecuniari sono spesso poco sostenibili dall’utilizzatore, è della massima importanza approfondire il fenomeno delle cosiddette “valute digitali” o criptovalute (ad esempio, Bitcoin, Onecoin, Litecoin, Ripple, ecc.), che permettono ad imprese e privati di beneficiare di mezzi di scambio e pagamento alternativi rispetto alla moneta tradizionale. Le criptovalute non hanno una banca centrale o un ente che fa da intermediario fra le persone: è tutto basato su una rete “peer-to-peer” che sfrutta un database distribuito tra i nodi della rete (internet), ossia tra i computer degli utenti. Cosa succede quando il modo in cui compriamo, vendiamo e paghiamo cambia, rimuovendo perfino il bisogno di banche o uffici di cambio? La ricercatrice sulla moneta virtuale Neha Narula, in questa conferenza tenuta durante il Technology Entertainment Design (TED), descrive la storia collettiva del denaro, e dà un quadro di un futuro molto diverso dall’attuale. Continue Reading

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L’85% degli italiani si “cura” su internet

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Secondo quanto rivelato dal report Philips “Future Health Study 2016” condotto su 2 mila pazienti di 13 Paesi tra i 18 e gli 80 anni, l’85% degli italiani cerca risposte mediche sul web, più del 50% parla via Internet col proprio dottore, il 72% preferisce avere consulti online, e circa una persona su due controlla la propria salute tramite un dispositivo. Continue Reading

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I computer hanno ucciso la classe media

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Jaron Lanier, uno degli inventori del web, spiega perché dalla crisi del mercato del lavoro, e, quindi, in definitiva da quella economica, non ne usciremo, non almeno nella prossima generazione.

Che l’attuale crisi del lavoro non sia una semplice fase economica, dovuta ai tipici cicli del capitalismo, se ne sono accorti tutti, anche se ai governi fa sempre comodo dire “ne usciremo”. Si tratta, piuttosto – e questo è chiaro anche agli analfabeti di economia – di una crisi strutturale, che ha le sue ragioni in un profondo terremoto, dal quale non sarà così facile uscire, non almeno per questa e la prossima generazione. Continue Reading

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L’uso massiccio di pc e internet a scuola crea nuovi analfabeti

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In un recente saggio, intitolato “Alfabeto a rischio”, Benedetto Vertecchi, noto pedagogista italiano, punta il dito sulla strumentazione digitale (tablet e lavagne interattive multimediali), che provocherebbe forme nuove e diverse di analfabetismo. E la scuola, suo malgrado, sarebbe complice di questa pericolosa deriva. L’uso massiccio di pc e internet a scuola non assicura miglioramenti nelle performance degli alunni. Molto meglio, quindi, carta, penna e calamaio?

Un paio d’anni fa, di fronte al crescere del numero degli insegnanti che segnalavano la perdita da parte di molti allievi della capacità di scrivere in corsivo, è stato elaborato, presso il Laboratorio di Pedagogia sperimentale dell’Università Roma Tre, un progetto di ricerca volto ad analizzare il fenomeno e a individuare, se possibile, soluzioni didattiche in grado non solo di contrastarlo, ma di promuovere, con la capacità di scrittura, anche una ripresa nello sviluppo delle competenze verbali.

Il progetto è stato intitolato Nulla dies sine linea, con riferimento a un passo della Naturalis historia di Plinio il Vecchio, nel quale si ricorda come il pittore greco Apelle considerasse necessaria la continuità dell’impegno. Dalla pittura l’indicazione si è estesa alla scrittura, assumendo il valore di una massima che ha una duplice valenza: la continuità dell’impegno è necessaria per sostenere e accrescere la competenza, ma è anche il segno della capacità di orientare le proprie azioni in vista del conseguimento di un risultato desiderato. È sembrato che anche per ciò che riguarda la scrittura sia necessaria tale duplice valenza. È improbabile che si conservi e si accresca la capacità di scrivere (che solo in un primo tempo è una capacità tecnica, ma presto assume complesse implicazioni cognitive), ma è anche improbabile che s’incoraggi la disponibilità a scrivere se l’ambiente sociale mostra estraneità nei confronti della scrittura. Continue Reading

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