Brividi elettrici

 

In Italia la rivoluzione verde può attendere. I nuovi modelli si moltiplicano, ma solo gli incentivi potranno fare la differenza.

L’auto elettrica più venduta in Italia nel 2012 potrebbe essere, a sorpresa, la Nwg Zero. City car prodotta dal gruppo Tazzari, viene commercializzata dalla Nwg di Prato, azienda specializzata nei piccoli impianti solari. Più dei 140 chilometri di autonomia e dei 100 chilometri all’ora di velocità massima, la miglior freccia nell’arco della vetturetta a due porte è il prezzo: 26 mila euro, batteria al litio inclusa. Un salasso, rispetto a un’equivalente mini utilitaria a benzina o diesel, e invece poco tra le auto che marciano con la corrente. Da quando è stata messa in commercio, a inizio anno, l’hanno richiesta in 250. Una cifra che nel campo delle quattro ruote a zero emissioni è da bestseller. Nel 2011, il pallottoliere delle immatricolazioni è infatti arrivato a quota 296. Con pochissimi punti di ricarica sparsi lungo la Penisola e l’assenza di incentivi sostanziosi e generalizzati (che in altri Paesi europei superano talvolta i 5 mila euro), l’Italia dispone di una delle flotte più striminzite del Vecchio Continente, dove Francia e Germania dominano con più di 2 mila auto per ciascuna e la Grecia è il fanalino di coda visto che non ha neanche un veicolo elettrico in strada.

Se a livello continentale le preferite sono state la Mitsubishi i-Miev e la Peugeot iOn, in testa alla classifica tricolore 2011 c’è la Citroën C-Zero. Costo, aspetto e prestazioni c’entrano poco. Le tre auto sono infatti gemelle, nate dal progetto sviluppato dalla casa giapponese. L’anno scorso si potevano acquistare a prezzi simili, intorno ai 35-36 mila euro. «ll nostro successo è dipeso probabilmente dalla disponibilità immediata del prodotto», spiegano alla Citroën. I numeri restano comunque bassi. Di C- zero nel 2011 ne sono state vendute 89, per lo più ad aziende o enti pubblici, come il Comune di Roma o il gestore di telefonia Wind. Sulle 89 auto messe su strada dalla casa francese solo quattro sono andate a privati.Proporzioni simili anche per i concorrenti. Anche le iOn Peugeot le hanno comprate quasi tutte da imprese: Sorgenia, Banca Intesa, Roberto Cavalli, Europecar. La i- Miev è quarta, in Italia. «I privati tentennano per colpa del prezzo, ritenuto ancora troppo elevato, per la scarsità delle colonnine di ricarica», commentano i rappresentanti della marca nipponica. Una spinta al business arriverà forse dalla diminuzione dei prezzi di listino. La C-Zero, che all’esordio costava 35 mila euro, è scesa a 28.300 euro. Più o meno come la Peugeot iOn, da 36 a 30 mila euro. Sul fronte dei costi pare più aggressiva la politica Renault. Dal dicembre scorso, la Regie ha messo in commercio ben tre modelli totalmente elettrici: oltre a Kangoo e Fluence è arrivata anche Twizy, una specie di scooter a quattro ruote a 8.500 euro (batteria esclusa).

Nonostante gli sforzi dei costruttori e le dichiarazioni d’amore degli automobilisti interpellati nei sondaggi, solo con gli incentivi le cose potrebbero cambiare decisamente, ad esempio come negli Stati Uniti.  Il bonus di 5 mila euro ipotizzato in una proposta di legge che da tempo giace in Parlamento permetterebbe di portarsi a casa una C-Zero a poco più di 23 mila euro o una Nwg Zero a 21 mila.  La differenza con una city car diesel o benzina resterebbe notevole, ma qual che ambientalista in più potrebbe farsi affascinare dalla prospettiva di andarsene in giro senza inquinare. Sostiene Pietro Menga, presidente della Commissione italiana veicoli elettrici: «Dai sondaggi emerge che l’1 per cento dei guidatori comprerebbe un’auto elettrica, potenzialmente si parla dunque di 20 mila veicoli. Poiché però in Italia non ci sono ancora efficaci incentivazioni, credo che quest’anno le immatricolazioni di vetture a emissioni zero saranno tra i 5 e i 10 mila». Pochine, in assoluto. Un trionfo rispetto alle 296 dell’anno scorso.

(Fonte l’Espresso)

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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+