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Big Pharma corrompe tutti

Big Pharma-soldi

Denaro fresco pompato nell’apparato circolatorio della sanità italiana. Per la prima volta le aziende produttrici obbligate a mettere online i contributi versati a camici bianchi, società scientifiche e associazioni di malati. Un giro milionario.

In tanti danno i soldi e in tantissimi li ricevono, prima di tutto decine di migliaia di medici. Poi ci sono le loro società scientifiche e gli ospedali dove lavorano ma anche le aziende che organizzano gli incontri, le agenzie di viaggio, chi si occupa della formazione e pure le associazioni di pazienti. L’industria così arriva ovunque: a chi decide che farmaco usare per una data patologia, a chi prescrive e a chi di quelle ricette è il destinatario. Si va da piccoli contributi a bonifici da centinaia di migliaia di euro. Tutto è in regola, previsto dalla legge. Le spese per “ricerca e sviluppo” stanno fuori, sotto una voce diversa.

I medici. Intanto i medici. Una grande azienda farmaceutica come Novartis nel 2015 ha dato contributi a circa 3.500 professionisti, come attestano le tabelle sul suo sito. Altre aziende, come Pfizer, sono al suo livello oppure si attestano intorno ai 2.000. I soldi servono per congressi (viaggi e iscrizioni) oltre che per “servizi e consulenze”. Non si tratta quasi mai di cifre alte, si parte anche da meno di 1.000 euro e si arriva al massimo intorno ai 4-5mila. C’è però un dubbio. Non tutti i medici hanno dato il consenso a pubblicare il loro nome. Farmindustria stima che circa il 30% dei camici bianchi che hanno avuto contributi si sia rifiutato di comparire. Potrebbero essere coloro che ricevono le cifre più alte. «Il 70% di adesione il primo anno è un buon risultato — commenta il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi — . Abbiamo lavorato con la federazione degli Ordini dei medici per sensibilizzare i professionisti. Speriamo l’anno prossimo di allargare il consenso ».

Codice di trasparenza. Le cifre più importanti vanno a quelle definite dal codice di trasparenza “organizzazioni sanitarie”, a titolo di accordi di sponsorizzazione o di “donazioni e contributi”. Si tratta di un mondo variegato. Ne fanno parte ad esempio le grandi società scientifiche mediche. Solo per fare alcuni esempi, quella di ematologia l’anno scorso ha preso 170mila euro dalla Janssen, mentre l’Anmco (associazione di cardiologi) ha ricevuto da Amgen 400mila euro. La Pfizer ha riconosciuto ai reumatologi 312mila euro.

Le società scientifiche. I soldi servono per congressi ed iniziative varie ma non bisogna dimenticare che le società scientifiche sono responsabili anche di scrivere le linee guida per la cura delle varie patologie. Cioè decidono anche che farmaci usare. Ci sono poi gli organizzatori dei congressi, le agenzie di viaggio e pure chi fa i corsi di formazione (cosiddetti Ecm). In certi casi tutti questi ruoli coincidono nelle stesse società, che ricevono cifre davvero importanti. Edra spa di Milano l’anno scorso ha avuto 2,3 milioni di euro da Novartis, che ha pagato 1,8 milioni a Collage spa di Palermo. Clinical forum, sempre di Milano, ha invece preso più di 800mila euro da Amgen. Giusto per fare alcun esempi. Spese che un giorno potrebbero ridursi. «Le aziende stanno spostando la formazione sul digitale — dice sempre Scaccabarozzi — Si stanno cercando di portare i congressi a casa del medico, ottimizzando la parte formativa». E risparmiando, almeno per questa voce.

Le associazioni di pazienti. Infine ci sono le associazioni di pazienti. Anche queste da alcuni anni ricevono moltissimi soldi. Chi sviluppa un farmaco per una malattia foraggia anche chi riunisce le persone colpite. Talvolta i contributi sono ridotti e riguardano piccole realtà, magari di provincia, alle quali arrivano 2 o 3 mila euro. Ma anche qui ci sono stanziamenti importanti. Coni i nuovi e costosissimi medicinali contro l’Epatite C, l’Epac, una delle realtà più importanti e ascoltate per chi soffre questa malattia, ha ricevuto finanziamenti a pioggia: 60mila euro da Janssen e da Gilead, oltre 200mila da Abbvie. Tutti produttori di nuovi farmaci. Soldi sono andati anche a Nadir che si occupa dei malati di Aids, spesso alle prese anche con l’Epatite. Anche associazioni più “generaliste” ricevono i contributi. Cittadinanzattiva, da sempre impegnata nella difesa degli interessi dei malati, l’anno scorso ha avuto 60mila euro sempre da Abbvie. Federanziani, una delle associazioni oggi più potenti, ha tra l’altro ricevuto, anche attraverso il suo centro studi Sic, 270mila euro da Gsk e di 240mila da Pfizer.

(Fonte Michele Bocci su Repubblica)


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+