Archeomafie e traffico di reperti archeologici: Italia saccheggiata

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L’unica attività legata all’archeologia che genera profitti è il traffico di reperti: terzo al mondo per valore dopo quello di droga e armi. Il 18 giugno scorso l’Unesco ha stimato in oltre 2 miliardi e 200 mila dollari i guadagni del traffico dei reperti archeologici. L’Italia è il maggior fornitore mondiale per il traffico illecito di opere d’arte.

Una cifra impressionante, che potrebbe essere sottostimata e superare in realtà 6 miliardi di dollari. Le aste private, le celebri gallerie affollate, nel web e dal vivo, da bella gente e misteriosi emissari, continuano a battere manufatti vicino-orientali, vasi greci ed etruschi, vasi cinesi, marmi romani e bronzetti dalla Sardegna nuragica probabilmente rubati. L’Albania, come anche la Grecia, la Turchia e altri paesi del Mediterraneo sud orientale, sono tra i paesi spesso coinvolti nel contrabbando di beni culturali.

Il traffico illecito di beni culturali oltre a produrre un considerevole volume di affari criminali s’intrecciano con altre reti e attività delinquenziali transnazionali, come il commercio di armi e droga. E le opere d’arte vengono usate dalle mafie sempre più spesso come forma di finanziamento e riciclaggio. Statue, vasi, affreschi commercializzati illegalmente e acquistati non solo da rispettabilissimi musei, ma anche da grandi collezionisti privati. Troppo spesso le opere trafugate non vengono ritrovate e collocate nel loro legittimo posto.

Oltre a danneggiare la storia e l’identità delle comunità interessate, e dell’intera umanità, i profitti derivanti dal traffico illecito di beni culturali sono spesso legati anche al finanziamento di gruppi terroristici. Gli sciacalli dell’ultima ora sono i terroristi dell’Isis che hanno fatto del business una delle loro fonti di reddito principali. I reperti sono battuti dalle casa d’asta svizzere. Che non si limitano a venderli: certificano che provengono da collezioni private, invece che dal saccheggio di Palmira.

L’Italia detiene, da sola, circa il cinquanta per cento del patrimonio mondiale fra bellezze artistiche, naturali e archeologiche. Tuttavia a questo record va sommato anche un altro: siamo in assoluto la nazione che subisce più furti d’arte. Gli scavi illegali sono il nostro problema più grande. Ogni anno il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri recupera centinaia di migliaia di reperti antichi e di opere d’arte. Nell’ultimo anno sono state rubate circa 5.300 opere d’arte tra pezzi di antichità, rinascimentali e barocchi, sculture, dipinti, vasi ecc soprattutto di alto valore per musei, collezioni private.

Scavi e ladri di oggetti ed oper d’arte hanno facile gioco in Italia. Non solo a causa dei molti tesori presenti facili ad essere ritrovati, ma anche grazie a una legislazione assurda. Se rubi una mela in un supermercato, si rischia una pena detentiva, ma chi ruba un vaso prezioso antico degli antichi greci e lo vende resta impunito. Per questi criminali sono previste solo ammende di importi addirittura ridicoli.




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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+