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Addio Italia: Ogni anno 300mila italiani emigrano all’estero

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L’Italia è tornata a essere un Paese di emigrazione, come per gran parte del ventesimo secolo. Oggi gli emigrati italiani sono tanti quanti erano nell’immediato dopoguerra. Secondo l’Istat, oltre 250.000 l’anno.

L’emigrazione dichiarata è però molto inferiore all’emigrazione reale: l’emigrazione di italiani sarebbe di 300.000 persone ogni anno. Un numero pari ai flussi dell’immediato dopoguerra e a quelli di fine Ottocento.

Oggi gli italiani emigrano, in proporzione agli abitanti, più di spagnoli e tedeschi, cosa mai accaduta prima. Ed a emigrare sono sempre più persone giovani con un livello di istruzione superiore. Il 30% di chi va via è laureato, il 34,8% diplomato.

Ogni italiano che emigra rappresenta un investimento (perso) per il Paese (oltre che per la famiglia): 90.000 euro un diplomato, 158.000 o 170.000 un laureato (rispettivamente laurea triennale o magistrale) e 228.000 un dottore di ricerca, come risulta da una ricerca congiunta condotta nel 2016 da Idos e dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” sulla base di dati Ocse.

Il problema dei tanti italiani che abbandonano l’Italia è stato segnalato qualche giorno fa anche dall’Ocse. In 10 anni l’Italia è “salita” di 5 posti nel ranking di quanti lasciano il proprio Paese per cercare migliori fortune altrove.

Secondo l’Ocse, la Penisola è ottava nella graduatoria mondiale dei Paesi di provenienza di nuovi immigrati. Al primo posto c’è la Cina, davanti a Siria, Romania, Polonia e India. L’Italia è subito dopo il Messico e davanti a Vietnam e Afghanistan, con un aumento degli emigrati dalla media di 87mila nel decennio 2005-14 a 154mila nel 2014 e a 171mila nel 2015, pari al 2,5% degli afflussi nell’Ocse.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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