Aboliamo il Senato

I-numeri-del-Senato

“La politica sta ammorbando il Paese con il problema della decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore. Io ho un’idea migliore: perché non cogliere l’occasione per aprire il dibattito sul tema vero, ovvero l’abolizione del Senato. Tanto a che cosa serve? Non a caso nella sua configurazione attuale, come espressione del bicameralismo perfetto, esiste solo da noi. Intanto un po’ di numeri. I senatori sono 320 cui vanno aggiunti quelli nominati a vita e gli ex Presidenti della Repubblica. Lavorano per loro ottocento dipendenti pagati mediamente tre volte e mezzo la media degli altri dipendenti pubblici e dei colleghi del Parlamento di Westmister, il più antico e blasonato del mondo. Complessivamente Palazzo Madama costa 600 milioni. Il conto sale aggiungendo i rimborsi ai partiti e altri oneri. Il Senato non serve a nulla perché nella sua attuale veste costituzionale è il doppione della Camera dei Deputati. Dalla sua abolizione vedo solo aspetti positivi.

1) Il Parlamento diventerebbe molto più efficiente. Si eviterebbero le attuali perdite di tempo (e i costi) legati al palleggio delle leggi per la doppia lettura.

2) Verrebbe sciolto il nodo della governabilità. La Costituzione impone sistemi elettorali diversi per le due Camere. Il sistema maggioritario, come abbiamo visto negli ultimi vent’anni, pone problemi difficili se resta il bicameralismo. Con la sola Camera dei Deputati sarebbe tutto risolto.

3) Non ci sarebbero più i Senatori a Vita e l’immancabile strascico di polemiche a ogni nomina. Basti ricordare l’ultimo governo Prodi che si reggeva proprio sul loro voto. Napolitano ne ha nominati quattro per irrobustire le fila del Pd.

Ricapitolando: la democrazia ne avrebbe giovamento e il Parlamento sarebbe più celere senza cadere nei ritualismi regolamentari che servono solo a perdere tempo. Sento spesso parlare di costi della politica, definiti simbolici. E’ una falsità colossale messa in circolazione dalla Casta per salvare le posizioni. I costi diretti (stipendi a funzionari e dipendenti, vitalizi, pensioni, auto blu, finanziamenti pubblici, e via elencando) sono piuttosto consistenti, e quelli indiretti o indotti (interessi, appalti, tempistiche di deliberazione) enormi. E allora mi chiedo: perché nessuno coglie l’occasione del dibattito sul futuro di Berlusconi per interrogarsi su quello dell’intero Senato? Chissà.” Ernesto Preatoni


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+